Nei giorni scorsi molti cittadini hanno ricevuto un messaggio sospetto sul proprio cellulare: “Si prega di contattare gli uffici Usi al numero 895 895 XXXX per una comunicazione che la riguarda”.
A un primo sguardo potrebbe sembrare un avviso ufficiale, ma si tratta di un raggiro.
Il numero indicato non appartiene agli uffici di utenze pubbliche (diverse le realtà che nel nostro Paese si descrivono con tale acronimo, dall'Unione Sindacale Italiana a un gruppo sanitario titolare di una rete di centri medici attivi nel Lazio e in Toscana). Le autorità raccomandano di non richiamare il numero e di segnalare immediatamente eventuali messaggi di questo tipo.

La truffa si inserisce in un contesto più ampio di tentativi di frode digitale, che si moltiplicano sfruttando strumenti familiari come SMS, email e app di messaggistica. Tra questi raggiri, sta prendendo piede anche la cosiddetta “truffa del curriculum”. Il meccanismo è semplice e insidioso: la vittima riceve un messaggio o una chiamata automatica che comunica l’avvenuta ricezione del proprio curriculum e invita ad avviare una conversazione su WhatsApp.
Una volta accettato il contatto, l’interlocutore si presenta come un selezionatore o un referente di un’agenzia per il lavoro. Dopo qualche scambio, chiede informazioni personali sensibili o invia un link a moduli da compilare. In alcuni casi, la conversazione si trasforma in una proposta d’investimento su piattaforme online dall’aspetto professionale ma prive di qualsiasi garanzia. Lo scopo resta sempre lo stesso: ottenere dati personali o denaro.
A preoccupare è anche un altro tipo di messaggio, apparentemente innocuo, che arriva tramite contatti fidati presenti in rubrica. Si tratta di frasi come: “Ciao! Per favore votate… è la figlia della mia amica, il premio principale è una borsa di studio”. Il testo è accompagnato da un link. Cliccandolo, però, si rischia di fornire inconsapevolmente accesso ai propri dati, contatti e account personali a cybercriminali.

Le autorità invitano la cittadinanza alla massima prudenza e ricordano alcune semplici regole di prevenzione:
- Non fornire mai dati personali tramite messaggi, telefonate o email non verificati.
- Non cliccare su link sospetti e non aprire allegati da mittenti sconosciuti.
- Mantenere aggiornati i dispositivi elettronici con sistemi antivirus affidabili.
- Segnalare alle forze dell’ordine qualsiasi tentativo di truffa.
In un contesto sempre più connesso, la sicurezza digitale è una responsabilità collettiva. Proteggere i propri dati e riconoscere i tentativi di frode è il primo passo per evitare danni e disagi, spesso difficili da rimediare.






