Rimane in prognosi riservata il 14enne che venerdì sera si è ustionato salendo su un vagone parcheggiato alla stazione ferroviaria di Alba e sfiorando i cavi dell’alta tensione.
Il ragazzo è ricoverato nel reparto Grandi Ustionati del Cto di Torino, dove era stato trasferito dopo un primo ricovero all’ospedale di Verduno. Ha rimediato ustioni sul 10% del corpo. Bruciature che hanno interessato soprattutto gli arti superiori. A distanza di alcuni giorni dal ricovero risulta stabile, mentre già domenica si era escluso per lui il pericolo di vita.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti condotti dalla Polizia Ferroviaria sulla dinamica del singolare incidente.
Il caso, dopo un primo intervento per reperibilità svolto dagli agenti dalla Polizia Ferroviaria di Asti, è passato all’attenzione della squadra di polizia giudiziaria attiva presso il compartimento della Polizia Ferroviaria di Torino, competente per l’intero compartimento del Piemonte e Valle d’Aosta.
Tra le circostanze che gli inquirenti dovranno escludere quella – al momento remota – di un collegamento con un analogo e più tragico fatto registratosi nelle stesse ore a Verona, dove un ragazzo di 19 anni, Edoardo Mangano, è morto folgorato dopo essere salito su un treno merci vicino alla Stazione di Porta Vescovo.
Una coincidenza che nelle ore successive all’incidente aveva indotto molti a temere per la possibile diffusione di una "challenge", di una sfida proposta attraverso i sociali e alla quale i due ragazzi avrebbero aderito in compagnia degli amici, in contesti lontani tra loro centinaia di chilometri.
Un’ipotesi che sembra potersi escludere, stando alle informazioni ora filtrate sulla tragedia di Verona: il 19enne, riporta la stampa veneta raccogliendo le prime sommarie ipotesi degli investigatori, sarebbe salito su quel vagone con l’idea di accedere in questo modo alla terrazza di una discoteca, e non per prendere parte a una sfida. Fatale per lui una scarica a 3mila volt.