Nella chiesa di San Domenico in via Calissano ad Alba, fino al 6 aprile è possibile ammirare la mostra di pittura “Libertà in trasformazione” con le opere dell’artista internazionale Maurizio D’Andrea.
Questa sera, sabato 29 marzo, con inizio alle ore 20.30, ci sono ancora dei posti disponibili per partecipare all’evento LiberArti, una commistione tra pittura, musica e teatro, alla ricerca di un linguaggio universale, attraverso il dialogo interdisciplinare, con importanti artisti coinvolti.
Li abbiamo sentiti, per avere un’idea di che cosa si tratta e di quali emozioni aspettarci.
Maurizio D’Andrea, pittore e creatore dell’evento.
La libertà è un concetto centrale nella sua arte e in questa mostra. Per lei, la libertà è più un processo psicologico interiore o una condizione sociale e culturale?
"Per me, la libertà è un equilibrio dinamico tra dimensioni interiori e collettive, un intreccio inscindibile tra processo psicologico, condizione sociale e contesto culturale. La libertà interiore è una conquista profonda dell’essere, che si muove nell’inconscio, là dove risiedono le paure, i condizionamenti e gli archetipi che ci abitano. Richiede ascolto, coraggio e consapevolezza per affiorare.
Ma questa dimensione non è superiore né precedente a quella sociale e culturale: sono piani equivalenti, che si sostengono e si rispecchiano. Senza una società che favorisca l’espressione autentica dell’individuo, senza un tessuto culturale che accolga la pluralità e l’autodeterminazione, la libertà interiore rischia di non trovare voce, di restare confinata nel silenzio".
Giulio Prosperi, attore
Il monologo che interpreta è stato scritto da Maurizio D’Andrea ed esplora il concetto di libertà in una prospettiva profonda. Come ha affrontato questa interpretazione? Che tipo di emozione le ha dato? C’è una frase, una parte del testo che l’ha colpita particolarmente. Può parlarcene?
"Questo testo di Maurizio D’Andrea, come tutti i suoi scritti, raggiunge picchi di profondità elevati. Il tema di questo monologo è la Libertà, descritta sotto vari punti di vista. Per approcciarmi al testo sono partito dal titolo “Come La Tregua Di Natale” e dall’immagine di locandina “Rosa Parks”. Due esempi di lotta per conquistare un attimo di libertà e passare inconsapevolmente alla Storia. Per cambiarla. Questo testo è scritto da un autore che rende agevole il lavoro dell’attore: ogni pensiero suggerisce immagini ben chiara e ogni sottotrama si chiude alla perfezione.
Potremmo anche dire che ogni filo si lega e collega all’altro. A livello emotivo lavorare sul tema della libertà è impegnativo e responsabilizzante al tempo stesso. In questo testo infatti non si parla di libertà di fare quello che si vuole ma si parla anche di responsabilità. Questo spettacolo non parla del Caos ma di voglia di vivere liberamente e senza fare male a nessuno. Inoltre la musica e i quadri che accompagnano il testo rendono questo lavoro un’emozione unica, dall’inizio alla fine. Per quello che riguarda il passaggio più suggestivo ritengo sia sicuramente il parallelo tra libertà e arte/non arte. Non posso però dire di più a riguardo ma invito caldamente a vedere questo lavoro sabato 29 Marzo ad Alba".
Silvia Tancredi, cantante
Maurizio D’Andrea ha sottolineato che la libertà è un’esperienza da vivere e misurare. Crede che il suo canto possa essere uno strumento per misurare la nostra libertà interiore? Esistono canzoni o generi musicali che, più di altri, evocano per lei il concetto di libertà?
"La musica, ed in modo particolare il canto, rappresentano da sempre la mia libertà. Attraverso le note riesco a ricreare i miei mondi, ad esprimere emozioni profonde ed i pensieri sul mondo. Non potrei immaginare la mia vita senza musica, significherebbe una vita senza libertà. Per quanto riguarda i generi musicali, non penso che ci sia un genere più adatto di un altro: quelli che meglio ti danno la possibilità di esprimerti rappresentano quelli più adatti per dare voce alla libertà".
Gigi Rivetti, musicista
La musica ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’espressione della libertà. In che modo il suo accompagnamento musicale contribuirà a trasmettere questo concetto in LiberArti? Quale messaggio spera che il pubblico porti con sé, grazie alla tua musica, alla fine di questa esperienza artistica?
"Credo che il messaggio insito in una manifestazione artistica, di qualsiasi natura essa sia, non possa arrivare agli spettatori nella stessa modalità e con la medesima intensità e, personalmente, ritengo che questo aspetto, in parte anche aleatorio, renda ancora più interessante il risultato di una performance. Nel momento in cui viene concepito ed elaborato un progetto artistico si possono avere le idee molto chiare su cosa e come si vuole trasmettere la propria “visione” ma non si può avere il controllo di ciò che verrà percepito, poiché molto dipende dal vissuto, dalla cultura dello spettatore e da quanto voglia “mettersi in gioco” nel vivere l’esperienza".
La mostra “Libertà in trasformazione” sarà aperta dal martedì al venerdì con orario 15-18, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Preziosa la collaborazione dei volontari della Famija Albeisa. L’ingresso allo spettacolo LiberArti di sabato 29 marzo è gratuito. Si consiglia di arrivare alle ore 20 se non prenotati.
Per info: dandreart.info@gmail.com