Attualità - 26 febbraio 2025, 18:09

La memoria del confino a Ventotene arriva a Saluzzo con una mostra

Venerdì 7 marzo si inaugura la mostra itinerante “Ribelli al Confino” nella sala tematiica del Quartiere, visitabile fino al 27 marzo. 16 roll up per raccontare l'opposizione al fascismo dei confinati.L’iniziativa fa parte del progetto “Verso Ventotene. Storie di donne e uomini antifascisti”

Saluzzo, la presentazione della mostra "Ribelli al confino" dal 7 al 27 marzo

Saluzzo, la presentazione della mostra "Ribelli al confino" dal 7 al 27 marzo

Dopo essere stata nelle carceri di Fossano e aver fatto tappa a Savigliano,  la mostra itinerante "Ribelli al Confino” arriva a Saluzzo venerdì 7 marzo, dove sarà inaugurata  alle 17  nella sala Tematica del Quartiere ( in piazza Montebello). 

Un percorso che  racconta  in 16 roll up l'opposizione al fascismo dei confinati sull’isola di Ventotene dove furono detenuti molti famosi costituenti e uomini  come Rossi, Spinelli, Colorni che  scrissero il “Manifesto di Ventotene”. Circa 2.300 confinati, di cui una sessantina donne, anche con figli. Tra questi tre erano saluzzesi: ha ricordato da Sandro Capellaro  coordinatore e referente dell’iniziativa proposta dal Ratatoj Aps e da un' idea dell'ANPI di Fossano.

 Il taglio del nastro sarà affiancato da un incontro moderato da Capellaro a cui interverranno in presenza  il sindaco di Saluzzo  Franco Demaria, Domenico Ravetti Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte e Presidente Comitato Resistenza e Costituzione Piemonte, Anthony Santilli storico e autore della Mostra, Anna Graglia (ANPPIA Cuneo),  Paolo Allemano - ANPI Provinciale, Marco Revelli - Fondazione Nuto Revelli e Livio Berardo già  Presidente Istituto Storico della Resistenza di  Cuneo. 

Si collegheranno da remoto Luciana Castellina – Presidente onoraria ARCI Nazionale e Maurizio Landini – Segretario Nazionale Sindacato CGIL

La mostra, patrocinata dal Comune potrà essere visitata fino al 27 marzo in orario di apertura della biblioteca civica Rolfi. Per le scuole le visite in mattinata  sono prenotabili presso l’Ufficio Cultura del Comune al numero . 0175 211438. 

Il percorso  propone agli studenti documenti e immagini con un linguaggio accattivante, mettendo in evidenza  la storia del confino politico e delle particolari esperienze di dissenso che ne scaturirono. "Ribelli al confino"  è infatti  anche una Graphic Novel (spin-off del romanzo di WuMing1 La macchina del vento - Einaudi, 2019), ambientata sull’isola di Ventotene,  scritta e disegnata da Maurizio Ribichini, uno dei più importanti autori del fumetto underground italiano.

L’iniziativa saluzzese fa parte del progetto “Verso Ventotene.  Storie di donne e uomini antifascisti”  promossa in  occasione del l'avvicinarsi dell'80esimo Anniversario della Liberazione (25 Aprile 1945 – 25 Aprile 2025) 

Il progetto ha visto l’avvio nel  settembre scorso con la presentazione del libro di Antonella Tarpino "Memoranda -  Gli antifascisti raccontati dal loro quotidiano”,  proseguito con una seconda tappa ad ottobre con Gianni Oliva e il suo volume “45 milioni di antifascisti” per chiudersi a novembre con Silvia Bevilacqua e il libro “Dall'isola I Quaderni di Ventotene”.

Il programma verrà poi  concluso dal viaggio a Ventotene che avrà luogo dal 4 al 7 aprile.  

"Con grande soddisfazione- ha affermato Capellaro nella conferenza stampa in cui è intervenuta l'assessora alla Cultura Attilia Gullino sono 55 i partecipanti da Saluzzo, con molti insegnanti e esponenti pubblici."

Ventotene 

L'isola di Ventotene ha ospitato la cittadella confinaria più importante d'Italia. Tra tutte le isole di confino gradualmente assunse un ruolo fondamentale, fino a quando nel 1939 vi fu costruita una Cittadella confinaria, formata da 12 padiglioni, di cui uno dedicato alle donne, uno all'infermeria e uno per i tubercolotici. Erano pensati per accogliere tra i 700 e gli 800 confinati. In realtà negli anni successivi vennero stipati molti più detenuti. In tutto dal 1926 al 1943 Ventotene ospita oltre 2300 confinati, di cui una sessantina erano donne, spesso con i propri figli.

Per condannare un oppositore politico il Tribunale Speciale necessitava di un processo e di una sentenza. Per mandarlo al confino, no. Il confino di polizia era una misura molto più flessibile e snella nelle procedure. Non erano necessarie prove, bastava il semplice sospetto sulla base di denunce anche anonime.

Ventotene è stata definita “quasi uno scoglio” da Umberto Terracini e Ernesto Rossi di lei ha scritto che “più che un'isola è una barca”. Infatti è lunga meno di due chilometri e larga fra 200 e 800 metri. Non facile da abitare certamente, quasi brulla, priva di sorgenti di acqua, con una  costa frastagliata e rocciosa, esposta per alcuni mesi all'anno alla furia del vento e del mare.

Ma da luogo di isolamento e di umiliazione si trasformò in luogo di testimonianza e di riscatto per tutti coloro che decisero di non rassegnarsi, d non mollare, di continuare a difendere con dignità le proprie idee e di continuare ad opporsi alla violenza del regime fascista...

Qui nacque infatti il Manifesto di Ventotene che aveva come titolo originale “Per un'Europa libera e unita” scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni con il contributo di altri confinati, tra cui anche Ursula Hirchmann, compagna di Eugenio Colorni.

Per sua esplicita volontà qui riposano le ceneri di Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell'Unità Europea.

villma brignone

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