Attualità - 26 febbraio 2025, 06:55

L'INTERVISTA - Alessandro Barbero: "Porteremo nella Galleria Subalpina anche i produttori delle Langhe e del Roero"

L'imprenditore ed ex sindaco di Bonvicino e Bossolasco illustra il suo progetto: "Non è speculazione, voglio creare un luogo di cultura e sinergia tra territori"

L'imprenditore Alessandro Barbero con le figlie Liliana e Laura

L'imprenditore Alessandro Barbero con le figlie Liliana e Laura

Ci sono investimenti che puntano esclusivamente al profitto e poi ci sono quelli che nascono da una visione più ampia, quasi romantica. Alessandro Barbero, imprenditore della Basikdue di Bossolasco, ha scelto di puntare su un luogo simbolico, un angolo di storia nel cuore di Torino: la Galleria dell’Industria Subalpina.

"Sarebbe stato più semplice acquistare quote in borsa o investire in un centro commerciale, ma non è quello che mi interessa. Volevo fare qualcosa che lasciasse un segno, che potesse dare soddisfazione prima ancora che profitto", racconta. Un’idea che affonda le radici nella sua esperienza nelle Langhe e nel Roero, dove oltre a essere un imprenditore tessile, è stato sindaco di Bonvicino, presidente della Comunità Montana, al vertice dell’Acquedotto delle Langhe e sempre vicino alla promozione del territorio.

"Le Langhe sono parte della mia storia e della mia identità, non solo lavorativa. Quando è arrivata questa opportunità, ho pensato che Torino e il nostro territorio avessero molto da darsi reciprocamente. Ma anche il Roero è per me importante, attualmente sono cittadino del Roero, e mia figlia Laura, che ha acquisito la Galleria, abita a Castagnito: è lei la proprietaria, io la aiuto. È un modo per legare due mondi che hanno più in comune di quanto si pensi".

La Galleria Subalpina riecheggia il passato di grandi intellettuali e artisti: qui hanno soggiornato Friedrich Nietzsche e Guido Gozzano, si sono svolte anteprime cinematografiche con Totò e Mastroianni, e tra i tavoli storici del Caffè Baratti & Milano ci sono fotografie di Hemingway. Un luogo da preservare e, soprattutto, da riportare a nuova vita.

Perché ha scelto di investire nella Galleria Subalpina?
"Perché è un luogo affascinante e storico. La sua bellezza è sotto gli occhi di tutti, ma ha bisogno di essere vissuta, non solo guardata. Una cosa che mi ha sempre colpito è che non esiste un vero libro sulla Galleria Subalpina: ci sono tracce di eventi, documenti sparsi, ma manca un'opera che ne racconti davvero il valore. Mi piacerebbe che venisse realizzata perché la memoria va conservata, altrimenti si perde".

Quali sono i dettagli dell’acquisto?
"Il 24 febbraio, presso il notaio Ganelli, abbiamo firmato l’atto di acquisto del primo lotto della Galleria Subalpina. Questo comprende tutto il piano terreno, dal Caffè Baratti & Milano su piazza Castello alla Libreria Luxemburg su via Cesare Battisti, oltre a tutto il primo piano, dove si trovano gli ex uffici Sisley e Benetton. Abbiamo inoltre acquisito il sito della Galleria, che ora è di nostra esclusiva proprietà. Il secondo lotto, che comprende il Ristorante Sfashion Cafè, l’ammezzato e il sito commerciale La Via del Tè, è stato oggetto di un preliminare trascritto presso il notaio Ganelli. L’atto definitivo verrà formalizzato non appena saranno completate tutte le necessarie procedure burocratiche"

Quale sarà il cuore del progetto culturale?
"Il coordinamento delle iniziative culturali sarà affidato alla Libreria Luxemburg, con cui ho già parlato per costruire una rete di eventi. L’idea è che la Galleria possa diventare un luogo di incontri, festival, dibattiti, un vero salotto culturale della città. Credo sia importante che torni a essere un punto di riferimento, perché la storia non è qualcosa da guardare con nostalgia, ma un’eredità da portare avanti con nuove idee. Stiamo già valutando alcune iniziative, tra cui una rassegna letteraria dedicata ai libri mai scritti, un progetto che vuole stimolare la creatività e il dibattito culturale. Ci piacerebbe anche proporre incontri con autori e intellettuali, valorizzando la Galleria come spazio di riflessione e confronto"

Ci saranno appuntamenti legati al cinema, vista la storia del luogo?
"Stiamo ragionando su un format che possa valorizzare il passato della Galleria come spazio cinematografico. Qui sono passati registi, attori, scrittori, e vogliamo riprendere questa tradizione con incontri con autori e anteprime speciali. Il Cinema Romano, che resta fuori dalla proprietà, è stato il primo cinema in Italia, e per questo potrebbe avere un ruolo importante nel progetto. Pensiamo a serate con grandi protagonisti del cinema, ma anche a incontri più intimi, con registi che raccontano i loro progetti mai realizzati o le storie dietro le quinte dei loro film".

Si è parlato anche di eventi esclusivi.
"Sì, ma non si tratta di eventi elitari. Voglio chiarire bene questo punto: parliamo di eventi sponsorizzati da privati, non di salotti per pochi eletti. Alcuni eventi avranno numero chiuso per motivi di sicurezza, come già avvenuto quando Angelina Jolie ha partecipato al Torino Film Festival: la Galleria è stata chiusa al pubblico per motivi di ordine pubblico. Ma la nostra idea è creare occasioni di incontro aperte e coinvolgenti, che possano attirare un pubblico sempre più ampio. C’è chi pensa che gli eventi privati siano qualcosa di esclusivo, ma non è così: sono momenti che permettono di valorizzare al meglio la Galleria, senza snaturarla".

E per quanto riguarda le attività commerciali?
"Non vogliamo limitarci alla gestione immobiliare, ma costruire una rete collaborativa. Gli esercenti saranno i primi promotori delle iniziative, che potranno spaziare dalla cultura alla gastronomia, senza stravolgere l’identità della Galleria. È un luogo con una forte personalità e va rispettata. Stiamo già lavorando per creare occasioni di incontro che possano valorizzare il contesto e chi ci lavora ogni giorno".

Ha parlato del legame con Langhe e Roero. In che modo sarà coinvolto il territorio?
"Mi piacerebbe portare i produttori locali della Langa e del Roero a Torino, in Galleria, per coinvolgerli in alcune manifestazioni. E voglio sottolineare che sarà a titolo gratuito, perché non si tratta di speculazione, ma di collaborazione. Una maggiore conoscenza delle nostre eccellenze aiuta tutti. Pensiamo alla Fiera del Tartufo: chi ne beneficia sono soprattutto i commercianti, che accolgono turisti e valorizzano i loro prodotti. Allo stesso modo, voglio che la Galleria sia un’opportunità per i produttori del nostro territorio. Sono convinto che Torino le Langhe e il Roero  abbiano molto da darsi reciprocamente. Potremmo ospitare degustazioni mirate, incontri con produttori e artigiani, momenti di confronto sulla filiera del vino e del cibo di qualità".

Dopo la firma dell'atto d'acquisto, quali saranno i prossimi passi?
"La registrazione dell’atto si concluderà entro 60 giorni, dopodiché potremo organizzare gli eventi per la primavera. Stiamo già lavorando a un calendario di iniziative con i gestori della Luxemburg e altre attività della Galleria. Il nostro obiettivo è chiaro: far rivivere questo luogo storico e renderlo il cuore culturale di Torino. Mi auguro che questa diventi davvero la casa di chi vuole vivere e far vivere la cultura, senza chiusure, senza barriere".

Daniele Vaira

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