Attualità - 26 febbraio 2025, 13:00

Cuneo e l’adunata degli Alpini: “Ospitare la nazionale del 2028 pare impossibile. Si può puntare a quella del I raggruppamento”

Armellini (Indipendenti) ha chiesto all’amministrazione comunale di unire la celebrazione delle penne nere a quella del centenario della Cuneo-Nizza, ma le prospettive sembrano scarse

Cuneo e l’adunata degli Alpini: “Ospitare la nazionale del 2028 pare impossibile. Si può puntare a quella del I raggruppamento”

Che Cuneo ospiti l’adunata del I raggruppamento degli Alpini di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Francia – composto da circa 20mila Alpini - per il 2029 è probabile (o, quanto meno, possibile). Che lo faccia con l’adunata nazionale del 2028, invece, appare molto meno plausibile.

L’argomento è stato trattato nel corso dell’ultimo Consiglio comunale grazie all’interpellanza del consigliere Paolo Armellini (Indipendenti), che proprio nel 2028 – e in occasione del centenario dell’inaugurazione della linea ferroviaria Cuneo-Nizza – vedrebbe l’anno perfetto per riportare in città centinaia di migliaia di persone tra “penne nere” e simpatizzanti (com’era accaduto con l’adunata nazionale del maggio 2007): “Cuneo e gli Alpini hanno un legame importante e profondo, scritto nella Storia – ha detto -. Il momento dell’adunata porta a rendere omaggio alla memoria di tutti i caduti, a celebrare una città con dieci medaglie d’oro, a ricordare l’impegno degli Alpini nelle missioni di pace nel mondo e a riconoscere il loro fondamentale intervento in occasione di grandi calamità naturali. Farlo poi nel ricordo dell’apertura della Cuneo-Nizza, che tanti soldati ha portato al fronte russo, sarebbe ancora più importante”.

Il bel ricordo dell’adunata 2007
Tutti i consiglieri intervenuti si sono detti d’accordo con l’intenzione di ospitare nuovamente in città gli Alpini. “Un momento importante per rendere loro un grazie ma, certamente, un grande impegno a livello organizzativo, che merita grande cura e attenzione” ha ricordato per esempio Carla Santina Isoardi (PD).

Appoggio la proposta in toto – ha aggiunto Franco Civallero (FI) -. Ho conosciuto, negli anni, molti personaggi importanti degli Alpini e ho parlato, discusso e sognato con loro; l’adunata cuneese ha contribuito ad aumentare la risonanza della nostra città nel territorio nazionale. Ingiustificati, poi, gli eventuali timori per l’accoglienza in città di centinaia di migliaia di persone: gli Alpini hanno grande rispetto per il decoro urbano e portano convivialità e amicizia”.

Silvano Enrici (Centro per Cuneo) si è detto speranzoso sul fatto che la prossima adunata non impieghi trentasei anni – cioè quelli trascorsi dal 1971 al 2007 – per verificarsi: “L’adunata del 2007, a detta di tutti, è vista come la migliore mai fatta in Italia”.

Appoggio sentitamente la richiesta avanzata dal consigliere Armellini – ha concluso Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) -. Dell’adunata del 2007 ho un bellissimo ricordo; come amministrazione provinciale abbiamo partecipato all’organizzazione con l’apertura della sala operativa che, per una volta, è stata convocata non per un momento di crisi. Usare l’adunata per celebrare la Cuneo-Nizza sarebbe bello, almeno proviamoci”.

Tomatis: “Per ospitare un’adunata servono due milioni di euro”
L’assessora Sara Tomatis ha preso la parola per rispondere all’interpellanza, definendosi particolarmente toccata dall’argomento perché, come tanti, figlia e nipote di Alpini: “Istintivamente appoggio in pieno la volontà di tornare a sperimentare la bella eventualità del 2007, un’invasione gentile e con forte valenza identitaria e culturale” ha detto.

Abbiamo parlato con Davide Spedale, presidente dell’ANA Cuneo, con cui abbiamo valutato vantaggi e criticità nell’ospitare nuovamente un’adunata – ha aggiunto l’assessora, dando anche conto della proposta avanzata per il 2029 -. Nel 2019 sono stati introdotti criteri vincolanti nella formulazione della proposta, dei quali il più serio e complesso da sostenere è quello della sostenibilità economica: l’evento costa circa due milioni di euro, un impegno davvero non da poco. Guardare con certezza al 2028 appare è impossibile ma siamo più che interessati a non lasciar cadere la questione nel dimenticatoio”.

Simone Giraudi

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