Curiosità - 20 dicembre 2022, 18:12

Chi ha spento l'albero di Natale di Castelmagno? Gli abitanti: "I soliti astrofili". La replica: "Non è vero"

L'abete era stato allestito grazie a fondi raccolti dalla popolazione insieme con le imprese locali, ma sabato sera due persone avrebbero manomesso l'impianto

L'albero di Natale allestito a Castelmagno dagli abitanti ed oscurato sabato sera da due persone (Foto di Osvaldo Bottasso)

L'albero di Natale allestito a Castelmagno dagli abitanti ed oscurato sabato sera da due persone (Foto di Osvaldo Bottasso)

A Castelmagno sono tornati i nemici della luce. A cadere sotto i colpi degli “oscuratori”, stavolta è stato niente meno che il grande albero di Natale allestito dalla comunità su un pino cresciuto nel terreno sotto il sagrato del Santuario di San Magno.

Andiamo con ordine. Nell’estate scorsa, il nuovo rettore Gianmaria “Gimmy” Giordano decise, insieme col gestore della locanda attigua Paolo Tallone, di illuminare per due ore a settimana (il sabato sera dalle 21 alle 23) il santuario. Iniziativa che trovò l’accordo unanime di tutta la popolazione e la “benedizione” del sindaco. Tutti contenti meno gli astrofili, abituati ad ammirare da sempre lo splendido cielo stellato dell’alta Valle Grana privo d’inquinamento luminoso.

Ne nacque una diatriba (LEGGI QUI). Da una parte i castelmagnesi pronti a rivendicare il diritto di abbellire il paese come meglio credono, dall’altra le ragioni di chi questo paesaggio lo vorrebbe mantenere intonso.

L’estate è finita ed è arrivato il Natale. Per il periodo più bello dell’anno” gli abitanti hanno deciso che si sarebbe potuto allestire il classico pino decorato con le luci natalizie. Prima assoluta per Castelmagno.

“Sono state due donne del paese, Pier Angela Isoardi e Nicoletta Viano a lanciare l’idea – racconta Elena Mattalia, castelmagnese abitante a Campomolino -, della quale siamo stati tutti entusiasti. Ogni abitante, azienda agricola o locale commerciale ha messo quel che era nelle proprie possibilità e insieme abbiamo comprato il materiale per allestire il pino”.

Una scelta condivisa, proprio come l’idea d’illuminare il Santuario in estate e senza alcun coinvolgimento dell’Amministrazione comunale. Il sindaco, però - precisa Mattalia -, era presente al taglio del nastro”. Periodo di accensione previsto: dal 26 novembre al 6 gennaio, con orario 17-23 e dalle 5 alle 7,30.

Bel colpo d’occhio, clima di festa... ma non per tutti.

Sabato scorso, 17 dicembre, in serata gli abitanti della frazione Chiappi si sono accorti che l’albero era spento. Alcuni ragazzi che si trovavano al Rifugio Maraman hanno deciso andare a vedere cosa fosse successo e, arrivati sul posto, hanno scoperto due persone che stavano lavorando” sull’impianto. Ne è scaturita un’accesa discussione, durante la quale sarebbero volate parole grosse.

A parte il fatto che poteva essere pericoloso per gli autori del gesto - dice Elena Mattalia –, mi chiedo se il fatto di manomettere un impianto in un terreno privato non rappresenti motivo di denuncia”.

La notizia dello spegnimento dell’albero di Natale è stata ripresa dagli amministratori della pagina Facebook “Chastelmanh”. Titolo del post: “Piccola storia triste”. Si legge: “Alcuni astrofili staccano la corrente e 𝘀𝗽𝗲𝗻𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗹’𝗮𝗹𝗯𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝗦𝗮𝗻𝘁𝘂𝗮𝗿𝗶𝗼, gli abitanti di Chiappi se ne accorgono, lo vanno a riaccendere e vengono ricoperti di improperi. 𝗙𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮”.

Inutile sottolineare che gli abitanti di Castelmagno sono inferociti. Per quel che mi riguarda, questa storia non dovrebbe finire così! - dice il signor Ezio Donadio - Gli autori di questo atto illegittimo su un manufatto posto su una proprietà privata dovrebbero essere identificati e il sindaco dovrebbe definirli persone non gradite sul territorio comunale” .

Anche in questo caso gli astrofili si difendono. Il signor Paolo Demaria, che scrive a nome dell’Associazione Astrofili Bisalta, prende le distanze dall’accaduto: “Nessuno del nostro gruppo è stato coinvolto in questo spiacevole evento, dato che proprio quella sera eravamo insieme a cena per gli auguri di Natale. Si tratta di una cosa ben lontana dallo spirito di chi ha cura dell'ambiente e del cielo stellato e cerca di portare avanti la passione per l'astronomia e la divulgazione nonostante tutte le difficoltà che si incontrano in questo settore”.

A concludere è Elena Mattalia: “Da quando il Santuario di San Magno ha ripreso a vivere, ha dato fastidio a tutta la compagnia di appassionati di astronomia, questo è un dato di fatto”. 

Cesare Mandrile

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