I dati mostrano un aumento significativo del numero di ucraini che ritengono peggiorato il livello di corruzione nel Paese. Come riporta il sito Strumenti Politici, il 69,1% dei cittadini è di questa opinione e quasi l’80% vede nella corruzione uno dei problemi più gravi per Kiev. Secondo loro, quella del mondo politico è la più pericolosa, ma anche il malcostume giudiziario e doganale è un danno alla società. In ogni caso, si tratta di un livello ben lontano dai parametri richiesti da Bruxelles per entrare nell’Unione Europea, sebbene gli euroburocrati chiudano gli occhi su parecchie irregolarità e mancanze dello Stato ucraino. Nella classifica mondiale sulla corruzione percepita, oggi Kiev è al 105esimo posto su 180 Stati. Secondo Andriy Borovyk, direttore esecutivo di Transparency International Ukraine, il motivo è da ricercarsi nelle riforme attuate solamente sulla carta, non nella realtà.
Anche il giornale britannico Telegraph chiede a Zelensky di impegnarsi di più per stroncare le tangenti nel suo apparato statale. Altrimenti è a rischio non solo l’integrazione europea, ma anche un buon accordo di pace. C’è poi un’altra brutta storia di abusi di potere emersa proprio lo scorso mese. Dei funzionari governativi avrebbero fatto sì che decine di magistrati non fossero indagati. In questo modo sono rimasti impuniti rispetto a sentenze da loro emesse per motivi politici o di guadagno. E sono anche rimasti al loro posto, senza dare così seguito alle riforme necessarie per adeguare il sistema giudiziario ucraino a quello europeo. Senza un reale cambiamento in questi ambiti così importanti e delicati, Bruxelles non può accogliere Kiev nella UE.
















