“Il principio di partenza è che a nessuno piace abbattere gli alberi e che le vite di tutti, amministratori e cittadini ugualmente, sarebbero più semplici se si potesse non farlo. Ma amare gli alberi non significa non abbatterli, quanto piuttosto manutenerlo e attenzionarlo. E, quando si capisce che è malato oltre ogni possibile recupero, agire per difendere un concetto non negoziabile: la sicurezza concreta dei cittadini”.
Parole del dottor Daniele Pecollo, vero e proprio “medico degli alberi” attivo anche e soprattutto in provincia Granda, e protagonista insieme all’assessore di Cuneo Gianfranco Demichelis, all’ingegner Valter Martinetto e alla dottoressa Giulia Sineo, della riunione della V commissione consiliare.
Il tema, l’illustrazione delle attività del settore Verde Pubblico in relazione alla gestione e alla manutenzione delle alberate cittadine. Un argomento che è facile ricollegare al progetto di riqualificazione di piazza Europa – di cui recentemente la giunta ha approvato la versione esecutiva -, ma che in realtà interessa tutta la città, stanti soprattutto i diversi interventi d’abbattimento che l’hanno interessata nell’ultimo periodo (e che non hanno mancato di scatenare reazioni da parte della popolazione).
Demichelis: “Cercherò sempre di tutelare per prima la salute e la sicurezza dei cittadini”
L’assessore Demichelis ha sottolineato l’importanza del tema e ricordato come sin dall’inizio del suo mandato il Comune abbia investito molto sull’attività di controllo e gestione delle alberate cittadine: “Molti alberi in città hanno un cartellino con informazioni relative al suo stato di salute, che prima non c’era – ha detto -. Queste cose, come tutto, corrispondono a voci di bilancio, i controlli che applichiamo non sono gratuiti”.
E non ha evitato, Demichelis, di affrontare le critiche a viso aperto: “Ne riceviamo da più parti, relative alla cattiva manutenzione e a un generale ‘accanimento all’abbattimento’ di alberi considerati, a torto, sani. Non siamo boscaioli incalliti e sconsiderati, non ci svegliamo al mattino con in mente l’oscuro proposito di abbattere alberi: dev’essere chiaro che, in un contesto in cui il ‘rischio zero’ non esiste, cercherò fintanto che proseguirà il mio incarico di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini. Se si interviene, quindi, è perché si ritiene necessario farlo a fronte di dati scientifici. Le considerazioni che ci vengono fatte, spesso senza le basi necessarie, sono ingiuste e ledono la professionalità degli operatori del settore”.
Sineo: “Dialogo complesso quello tra piante e ambiente urbano”
La prima a intervenire tra gli ospiti è stata la Sineo, che ha proceduto con una disamina generale di quella che è l’attività operata dal Comune nella gestione, nel monitoraggio e nella tutela del patrimonio verde: “Negli ultimi abbiamo cercato di ampliare il parco-controlli degli alberi del nostro territorio e continueremo a farlo, dandoci delle priorità concrete e affrontabili e coinvolgendo professionisti del settore nell’ottica di operare su basi tecniche e certificazioni scientifiche – ha detto -. Il nostro impegno è volto al contempo a difendere la sicurezza dei cittadini e a tutelare le piante per contenere l’effetto dei disturbi apportati dall’ambiente urbano tramite, per esempio, gli scavi. Ma anche nell’organizzazione e nella razionalizzazione delle nuove messe a dimora”.
“Buona parte delle frazioni Oltrestura e dell’altipiano oltre corso Kennedy sono state recentemente interessate da abbattimenti, eseguiti per motivi precisi e riscontrati – ha aggiunto Sineo -. Le attività impattanti fanno parte dell’azione di monitoraggio e tutela, pur individuandone la parte più complessa da comprendere e spiegare al cittadino. Così com’è complesso il dialogo tra alberi e contesto urbano, che vede i primi ‘in cattività’ in una realtà ricca d’interferenze”.
Pecollo: “Non si abbatte una pianta poco cariata. Ma una ‘molto cariata’, sì”
“L'idea che un albero verde sia per forza sano e stabile è un’illusione, purtroppo: spesso la carie negli alberi è realizzata da un fungo impossibile da vedere all’esterno, anche perché la pianta ‘mette legno’ per irrobustirsi, e quindi appare sempre più sana. Finché la situazione non è ormai fuori controllo, e la pianta rimane verde anche quand’è completamente marcia” ha aggiunto il dottor Pecollo nel proprio lungo intervento, corredato da slides con fotografie provenienti dalla provincia, dall’Italia e dal mondo di alberi verdi ma tanto ammalorati da essere crollati.
Pecollo ha spiegato come il monitoraggio delle alberature sia un obbligo regionale e, che per attuarlo, serva guardare le piante in senso medico e investigativo: pulirlo per valutare la presenza di buchi, colpirlo con un martello di gomma per sentire se è cavo all’interno, constatare la presenza di edera o arbusti a ridosso, la vicinanza di un impianto di irrigazione o di interventi d’impermeabilizzazione marcata, e, poi, di carie. “Un monitoraggio che deve arrivare necessariamente prima delle analisi strumentali e tecnologiche – ha aggiunto Pecollo -. Non si abbatte una pianta semplicemente cariata, si abbatte una pianta ‘molto’ cariata: è normale che un albero contragga la carie ma se si trova in un contesto urbano serve conferirgli un’attenzione particolare”.
Le minoranze e l’incontro “fotocopia” di quello con Ettore Zauli
Nello spazio riservato al confronto tra consiglieri sono intervenuti Franco Civallero (FI), Flavia Barbano (Centro per Cuneo) e Sara Manassero (PD), che in linea generale hanno dimostrato di apprezzare lo sforzo dietro la convocazione dell’assemblea, difendendo la presentazione di Pecollo (le due rappresentanti della maggioranza) e sottolineando come gli alberi di piazza Europa rientrino nella categoria delle piante sane (il consigliere di minoranza).
C’è però chi si è dimostrato particolarmente critico rispetto a quanto uscito in commissione. Come Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia), che ha esplicitamente collegato la convocazione dell’incontro alle tante lamentele per gli abbattimenti occorsi citando anche la lettera inviata – anche al nostro giornale – da “Di Piazza in Piazza” e dal Comitato SOS Cedri. E che ha accostato la presentazione di Pecollo a quella, precedente, dell’agronomo Ettore Zauli, tacciandola di ‘terrorismo’: “Abbiamo un’eredità di approcci al verde completamente erronei che va avanti da trenta o quarant’anni – ha detto -, e la maggiore consapevolezza odierna non la cancella. Ancora troppa gente considera gli alberi delle ‘cose’, una mancanza di cultura che tocca la nostra stessa amministrazione. Servirebbe spiegare ai cittadini, meglio e con più prontezza, quel che si vuole fare”.
Critico anche Paolo Armellini: “Il dottor Pecollo ha esagerato un po’ nella sua rappresentazione di alberi, abbattuti per le più disparate motivazioni – ha detto -. Nessuna malafede, ma riteniamo che come rappresentanti dei cittadini sia necessario tenere da conto che la sensibilità degli stessi sia cambiata e si sia fatta più vicina ai temi ambientalisti”.
A concludere, Ugo Sturlese, che ha riportato al centro dell’attenzione la tematica dello sfalcio dei dieci cedri dell’Atlante di piazza Europa definendo la serata “un clamoroso autogol da parte dell’amministrazione. Ci avete spiegato che i mezzi e le persone per tenere sotto controllo le alberature e monitorarle ci sono: facciamo di tutto per mantenere in vita e valutare le altre piante della città e i cedri no? L’eutanasia in campo medico ha un senso, ma se la si pratica su umani sani è omicidio”.
La maggioranza: “Troppa malafede. Incontro utile e concreto”
Dai banchi della maggioranza il forte rifiuto della parola “terrorismo” in riferimento all’intervento del dottor Pecollo. “Anzi – ha detto Elio Beccaria (Cuneo Civica) – l’ho trovata un’esposizione rassicurante e chiarificatrice, specie visto che Cuneo nel suo territorio comprensivo possiede un numero impressionante di alberate che meritano attenzione”.
“L’intento non era creare del disagio ma conferire una fotografia dal valore scientifico in merito ai controlli, alle cadute e agli abbattimenti – ha aggiunto Stefani D’Ulisse (Cuneo Solidale e Democratica) -. Un incontro utile che ha fornito risposte precise. Perché, davanti a qualunque decisione dell’amministrazione e a un lavoro concreto, ci si pone in malafede?”
Ancor più forte, Claudia Carli (PD): “Non è solo grazie alle attenzioni delle minoranze, delle associazioni e dei comitati spontanei che ci scopriamo ambientalisti o convochiamo incontri di approfondimento come questo – ha detto -. Cuneo è stata definita la ‘capitale verde del Piemonte’ in un momento storico in cui la gran parte di noi non era qui presente in Consiglio”.