Sarà Alberto Pettavino, 43 anni, capogruppo di Progetto per Savigliano, una delle quattro liste che hanno favorito la vittoria di Antonello Portera a Savigliano nel 2022, a gestire la fase preparatoria che porterà, in autunno, alla nascita dell’associazione politico-culturale “Patto Civico” in dimensione provinciale.
Pettavino era stato candidato alle provinciali dello scorso settembre, mancando però l’elezione.
Lui e il collega racconigese Enrico Mariano, candidati nella stessa lista, si era fagocitati i voti l’un l’altro col risultato che entrambi erano stati esclusi dal Consiglio provinciale.
All’indomani della sua investitura a coordinatore, avvenuta domenica a Fossano, gli abbiamo rivolto alcune domande per capire come intende muoversi e quali le caratteristiche che avrà questo nuovo soggetto che si affaccia con non celate ambizioni sul proscenio della politica cuneese.
Pettavino, Savigliano ha portato in dote al Patto una discreta pattuglia dal municipio della sua città…
“Sì, insieme a me c’è il presidente del Consiglio comunale Piergiorgio Rubiolo, la vicesindaco Federico Brizio, il consigliere di minoranza Gianluca Zampedri e l’ex consigliere Sergio Tesio. Ciò che è avvenuto a Savigliano alle ultime amministrative non è molto diverso da quanto accaduto a Mondovì”.
Arriverà anche il sindaco Portera?
“Non posso dire né sì né no, perché non lo so. Ciò che posso assicurare è che la nostra decisione non condizionerà in alcun modo scelte ed equilibri in municipio”.
In compenso avete arruolato, “rubandolo” al centrodestra, l’ex candidato sindaco Gianluca Zampedri…
“Non abbiamo rubato nulla ad alcuno. Zampedri, professionista stimato e competente, si era già avvicinato ad Enrico Costa quando questi era vicesegretario nazionale di Azione. Ora ha aderito con entusiasmo alla nostra proposta e la cosa personalmente mi inorgoglisce”.
A proposito di Costa, i maligni insinuano che il Patto sia un tentativo di riesumazione del vecchio partito liberale. Che cosa risponde?
“Non nego che molti di noi provengono da quell’area, ma Costa, ritornato in Forza Italia, si limita ad accompagnarci senza interferire nel nostro percorso”.
Il presidente della Provincia Robaldo va su tutte le furie se qualcuno gli fa notare la matrice di centrodestra moderato del Patto…
“E ha ragione. Perché noi nasciamo non contro i partiti, ma con autentico spirito civico che è altra cosa”.
E cioè?
“Siamo pragmatici. Guardiamo ai problemi e alle loro soluzioni, aspetti che non hanno coloriture né retaggi ideologici. Per noi la tessera di un partito non costituisce un problema purchè ci sia condivisione rispetto al nostro progetto”.
Si spieghi meglio…
“Se per ipotesi arrivassero mille iscritti al Pd non respingeremo la loro domanda se vogliono realmente fare un tratto di strada con noi”.
Un Patto rivolto ai soli amministratori?
“Affatto. La partenza, inevitabilmente, è stata in questo alveo, ma siamo aperti a tutti, imprenditori, esponenti di associazioni, a quanti cioè, come noi, hanno a cuore il territorio, il benessere della sua gente e il suo sviluppo armonico”.
Quale road map?
“Partirò da subito con incontri sia personali che di gruppo per spiegare il percorso che intendiamo intraprendere. Poi, in autunno, ci sarà la costituzione formale con l’elezione degli organi dirigenti dell’associazione”.
Riuscirete a restare estranei alle dinamiche che hanno visto una forte polarizzazione della politica tra destra e sinistra?
“Lo ripeto. Siamo un’altra cosa. Cerchiamo le idee buone a prescindere dalla parte da cui provengono”.