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Alba e Langhe | 03 aprile 2025, 06:55

"Emergenza freddo" ad Alba: assistite 25 persone. “Un progetto di attenzione agli ultimi con lo scopo di promuovere la figura umana”

Nelle parole di ringraziamento di un cittadino la cronistoria di un servizio ispirato a valori e principi solidaristici, reso possibile grazie all'impegno di associazioni locali e terzo settore

La sede del progetto "Emergenza freddo" di via Ognissanti

La sede del progetto "Emergenza freddo" di via Ognissanti

Si conclude ad Alba il progetto “Emergenza freddo”, nato dalla crescente esigenza di numerosi senza tetto che vivono in città e dintorni, in una zona che vanta di essere una delle più ricche d’Italia. Una piaga sociale che non conosce territori e confini, coinvolgendo molte realtà locali per la gestione dei primi freddi invernali. Si pensi, ad esempio, al recente caso che ha visto la morte da esalazione di monossido di carbonio di due ragazzi in cerca di un tetto ed un posto riscaldato.

Da questa premessa parte la lettera di ringraziamento di un nostro lettore che esprime il proprio apprezzamento verso quei volontari che hanno reso possibile la riuscita del servizio. 

Ho deciso di scrivere queste poche righe per ringraziare, da semplice cittadino, tutte le associazioni di Alba per l’impegno profuso che in nome di quel “Mai Più disgrazie simili”, hanno accolto con spirito di gratuità l’appello promosso dal Comune di Alba e dalla Caritas Diocesana". 

Il progetto di Emergenza freddo

"Il Progetto Emergenza freddo si è svolto nei locali della Protezione civile del Comune di Alba in via Ognissanti n° 34, proprio in supporto al progetto accoglienza della Caritas Diocesana sita in via Pola, avendo dato assistenza a 25 persone senza una dimora fissa che circuitavano nel territorio albese nel periodo compreso tra il 21 Dicembre 2024 e il 30 marzo 2025. 

Il coordinamento di tale progetto è stato affidato dal Comune di Alba al Comitato locale della Croce Rossa Italiana. Tale organismo, per far fronte all’emergenza, si è avvalso della disponibilità dell’A.N.C. Alba (Associazione Nazionale Carabinieri), dell’associazione Misericordia, dell’associazione radioamatori italiani, della comunità della Parrocchia di San Cassiano, dell’associazione la Quercia Scout senior, dell’A.I.B. Piemonte sezione di Alba (Corpo Antincendio Boschivo Alba), dell’associazione Proteggere Insieme Onlus (Associazione Nazionale Volontari di Protezione Civile Tutela Salvaguardia Beni Culturali) , dell’A.N.A. Alba (Associazione Nazionale Alpini), del G.C. Alba (Gruppo Comunale Protezione Civile), dell’associazione C.S. (Cooperativa Coesioni Sociale Alba), della Cooperativa “Il Ginepro” Alba. Anche tanti cittadini hanno offerto spontaneamente una parte del proprio tempo a fare da angeli nelle notti fredde di questo inverno agli ospiti che la Caritas Diocesana, una volta esauriti tutti i suoi posti letto, inviava nei locali della Protezione Civile. 

Il lavoro svolto da ogni singolo volontario - sottolinea l'autore della lettera - non è da intendersi come forma di pietismo e/o beneficenza, ma bensì una forma di attenzione agli ultimi con lo scopo di promuovere la figura umana che per cause varie è al limite della dignità anche in un paese che vanta di essere fra i primi otto delle potenze mondiali. Ancora una volta la buona volontà di semplici cittadini ha varcato muri invalicabili alla politica comunitaria: ma questo è un aspetto che va discusso in sedi opportune. Tutti i giorni sentiamo dai media che negli ultimi anni è fortemente aumentato il numero delle persone che vivono nella povertà più assoluta, le quali si rivolgono alla Caritas e ad altre associazioni, Istituti e/o enti caritatevoli, per chiedere un pasto caldo, oppure un letto al coperto o anche solo poter fare una doccia calda in alternativa al lavarsi nelle acque fredde di una fontana pubblica oppure nei canali di qualche consorzio d’irrigazione dei campi o nelle acque di un fiume".
 

I valori che muovono i volontari

"Attraverso il fare rete sul territorio si è dato una grande testimonianza di solidarietà - prosegue la lettera -  a chi è meno fortunato di noi, un esempio di stare accanto agli ultimi della società attivando dei servizi di assistenza e di reinserimento sociale per favorire una totale inclusività di tutti, affinché ogni soggetto diventi un membro attivo e non più membro passivo della società civile in cui è collocato. In tutti questi mesi ogni singolo volontario animato da quei valori morali che la voce della propria coscienza detta al cuore e da quei valori che partono dalla fedeltà al Vangelo e dalla testimonianza della nostra fede in quel passo del Vangelo che ci ricorda: “Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, ero nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi (…); in verità vi dico ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. (Mt 25,35-44), ha dato esempio come affrontare l’emergenza freddo adoperandosi per dare un minimo di ristoro a chi non ha nemmeno un tetto dove ripararsi nella stagione invernale".
 

La rete della associazioni per garantire il servizio

"La rete di solidarietà, che si è creata tra i volontari delle diverse associazioni del territorio albese, ha permesso di garantire i confort minimi ma necessari per rendere dignitosa la vita a 25 persone di diverse nazionalità, fra cui anche a degli italiani e tra questi anche ad alcuni albesi nullatenenti. Questa rete di assistenza ha originato, inoltre, delle relazioni anche tra i volontari che con spirito di gratuità hanno ridato a tutti gli ospiti quella dignità persa di cui tutti abbiamo diritto e che le Istituzioni devono garantire. Questa esperienza dimostra chiaramente che tutto ciò è possibile con un minimo di sforzo da parte di tutti noi.

Sono sempre più convinto - conclude -  che la buona volontà e la voglia di dare una mano fattiva va oltre ogni critica distruttiva che non ci porta da nessuna parte ma costituisce, invece, la strada giusta che ci porta alla risoluzione di qualsiasi problema cosi come hanno fatto le associazioni sopra menzionate. Questo ci fa capire come anche noi nel nostro piccolo, alla pari del Samaritano citato nelle Sacre Scritture, possiamo con il nostro contributo migliorare le sorti di questa grande famiglia che vive sotto ad un unico tetto che è il pianeta terra e che papa Francesco ama chiamare “La casa comune”.

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