"Lo diciamo, inascoltati, da tempo: la sanità in Piemonte è sempre più segnata da tagli e riduzioni dei servizi, con conseguenze dirette sulla qualità dell’assistenza ai cittadini".
E' quanto sostiene il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni (Pd), che in una nota commenta i dati del bilancio consuntivo 2024 dell'Asl Cn1, oggetto di un'intervista al direttore generale dell'azienda sanitaria Giuseppe Guerra pubblicata oggi dal nostro giornale.
"La conferma – prosegue l'ex sindaco di Saluzzo – arriva dal bilancio dell’Asl Cn1, che chiude il consuntivo 2024 con una perdita di 21 milioni di euro e che, per il 2025, ha deciso di abbattere il deficit previsionale da 21 a 12 milioni, attraverso drastici interventi di contenimento della spesa.
Le misure adottate - prosegue la nota di Calderoni -, come dichiarato dai vertici aziendali stessi, comprendono il limite di budget per tutte le unità operative e i distretti, un taglio del 5 per cento alla spesa farmaceutica e la riduzione del numero di prestazioni sanitarie. Questo significa, in concreto, meno farmaci, meno esami diagnostici e una minore disponibilità di personale, con il blocco delle assunzioni destinate a coprire le carenze. A pagare il prezzo più alto di questa politica di austerità saranno, ancora una volta, i cittadini piemontesi che rischiano di vedere compromessa la qualità delle cure e l’accesso ai servizi sanitari essenziali. Ridurre le prestazioni significa allungare le liste d’attesa e lasciare senza risposta le esigenze di chi ha bisogno di cure tempestive. Il taglio alla farmaceutica, inoltre, rischia di penalizzare soprattutto i pazienti più fragili, come quelli psichiatrici, che potrebbero subire ripercussioni sul piano terapeutico.
La Regione Piemonte ha l’ultima parola su quali servizi e presidi saranno sacrificabili per far quadrare i conti. Un’amministrazione - conclude - che continua a parlare di rilancio della sanità, ma che nei fatti impone ai territori scelte dolorose, scaricando sulle Asl e sui cittadini il peso della propria incapacità di garantire risorse adeguate", conclude il consigliere regionale.