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Attualità | 27 marzo 2025, 16:38

L'ultimo saluto a Giandomenico Genta e la commozione di Ezio Raviola: "Insieme abbiamo vissuto anni che hanno fatto la storia"

Questo pomeriggio, nel Duomo di Cuneo, il funerale dell'ex presidente della Fondazione CRC, alla presenza delle istituzioni, del mondo economico e bancario e di quello dell'associazionismo e del volontariato

Ultimo saluto, oggi pomeriggio nel Duomo di Cuneo, a Giandomenico Genta, deceduto martedì all'età di 68 anni dopo quattro anni di malattia e percorsi di cura, sempre accudito con amore dalla moglie Caterina e dai figli Anna e Gianmarco. 

Tutto il mondo delle istituzioni, delle Fondazioni bancarie, delle associazioni di categoria e del volontariato e associazionismo hanno voluto rendere omaggio ad un uomo che ha segnato la vita della città di Cuneo in particolare nel suo ruolo di presidente della Fondazione CRC. Eletto nel 2016 e poi, per una seconda volta, nel 2020, per due anni, poi rimosso dall'incarico a causa della malattia, contratta un anno prima. Presenti anche il direttore dell'azienda ospedaliera di Cuneo, Livio Tranchida, con molti medici e personale sanitario.

Al suo posto la nomina del vice Ezio Raviola, il primo a prendere parola nei saluti finali, con grande dolore e commozione. 

Della Fondazione c'erano tutti. Dall'attuale presidente Mauro Gola al direttore Roberto Giordana, fino ai membri del cda, ai consiglieri e al personale. Presente Giovanni Quaglia, anche lui intervenuto nei ricordi finale dopo il direttore Giordana. 

Non è voluto mancare Alberto Cirio, il presidente di Regione, così come il presidente Luca Robaldo, tanti sindaci e rappresentanti delle istituzioni, a partire dalla sindaca Patrizia Manassero. 

Poi c'era una rappresentanza della Misericordia, di cui proprio Genta è stata tra i soci fondatori. E il furgone di Pane al Pane, un'idea di Genta per evitare lo spreco alimentare e sostenere le persone più fragili. 

Questo è stato il ricordo di Genta: di un uomo intelligente, acuto e lungimirante, ma anche attento e sensibile. 

Il più commosso Raviola, che ha ricordato il percorso fatto con Genta, il lavoro insieme, la malattia. "Nel 2026 mai avrei pensato di prendere la parola oggi per salutarti per l'ultima volta", ha detto. Ne ha ricordato le doti umane, la capacità di ascoltare e capire. "In Fondazione, insieme, abbiamo vissuto anni intensi, che hanno fatto la storia. Con il cuore spezzato ti dico grazie per ciò che ci hai insegnato, per la tua visione e per ciò che hai lasciato a questa comunità". 
 

Comunità è stata anche la parola usata da Giovanni Quaglia pr ricordare l'amico Genta, conosciuto negli anni Novanta. Di lui ha sottolineato la creatività, l'entusiasmo e la voglia di fare. "Sei stato un costruttore di comunità - ha detto rivolgendosi direttamente a Genta. Faremo memoria della dignità che ti ha accompagnato sempre". 

Barbara Simonelli

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