La città di Cuneo si schiera contro il taglio al bilancio delle aziende sanitarie piemontesi operato dalla Regione a valere sull’annata 2024, e che relativamente a quella cuneese del Santa Croce e Carle varrà per 16 milioni di euro. A determinarlo la presa di posizione del Consiglio comunale del capoluogo in merito all’ordine del giorno presentato da Beni Comuni e Cuneo Mia.
A presentare il documento ci ha pensato Ugo Sturlese: “Una decisione improvvida per chi la sta subendo e che punta un faro enorme sull’assurdità della Regione nel continuare ad annunciare grandi manovre da quattro miliardi e mezzo e la costruzione di una miriade di nuovi ospedali quando il bilancio del Piemonte sembra essere a rischio di ‘piano di rientro’”.
“La situazione appare poi ancora più assurda se si pensa che il bilancio della nostra Aso nel 2023 e in parte del 2024 risultava essere fortemente positivo – ha continuato Sturlese -. La manovra avrà effetti disastrosi, c’è grande preoccupazione nell’ambiente ospedaliero perché si riducono voci già finanziate incidendo sulla capacità concreta di spesa e investimento”.
Nello spazio dedicato agli interventi dei consiglieri la prima a prendere la parola è stata Carla Santina Isoardi (PD), che ha presentato un emendamento all’ordine del giorno a nome della maggioranza (accettato dai proponenti). “Condividiamo pienamente le preoccupazioni relative ai pesanti tagli imposti dalla giunta regionale, che applicati su bilanci consuntivi colpiscono in maniera gravosa proprio la nostra azienda ospedaliera senza tener conto delle performance finanziarie degli ultimi due anni, e senza dar valore al fatto che Agenas l’abbia ritenuta essere la migliore d’Italia – ha detto la consigliera -. Così si peggiora il livello dei servizi erogati e si rischia di aggravare ancor più il problema, già serio, delle liste d’attesa”.
“Sia chiaro che i tagli derivano dalla situazione finanziaria della nostra Regione, davvero vicina al limite dei 400 milioni di deficit oltre il quale si incorre nel commissariamento – ha commentato Antonino Pittari (Gruppo Misto di Maggioranza) -. Per non sforare troppo si è scelto di prendere i soldi dove ci sono, e cioè dai bilanci delle Aso che si sono comportate bene”.
D’accordo anche Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia): “La ‘politica del taglio’ accomuna Regione e governo centrale; questa manovra risulta simile a quella operata relativamente agli enti locali”.
Piccolo botta e risposta tra Valter Bongiovanni (Lega) e Claudia Carli (PD). Il primo ha definito l’ordine del giorno come portatore della “solita solita versione ideologica della sinistra, a cui non va mai bene qualunque cosa venga fatto da altri: guardate quel che hanno fatto le vostre giunte regionali, quanti soldi hanno messo sul piatto della sanità”; la seconda ha ribattuto sottolineando come “il consigliere Bongiovanni parli dell’argomento della sanità e della gestione regionale ‘scordandosi’ della per fortuna breve governance Cota, probabilmente la peggiore che abbiamo mai avuto”.
Alla prova del voto, l’ordine del giorno è stato approvato con 23 voti favorevoli e quattro contrari.