Attualità - 26 marzo 2025, 07:00

Calano gli interventi del Soccorso Alpino piemontese, ma non sulle Marittime: 207 interventi nel 2024, mai così tanti

Presentato il bilancio di un anno caratterizzato dal maltempo e dalle piogge, che hanno fortemente condizionato le attività e le escursioni in montagna

Momento di bilanci per il Soccorso Alpino e Speleologico piemontese, che tira le somme del 2024, anno in cui, per la prima volta dopo il Covid, si registra una diminuzione degli interventi, perlopiù spiegabile con il maltempo che ha caratterizzato lo scorso anno e buona parte della stagione estiva. 

Le chiamate gestite dai Tecnici di Centrale Operativa SASP sono state 1.916, in flessione rispetto al record di 2.181 stabilito 2024.

Oltre al miglioramento delle infrastrutture telefoniche mobili che consente di effettuare una chiamata di emergenza anche dalle aree più remote della regione e alla sempre più radicata abitudine a rivolgersi ai numeri telefonici d’emergenza, occorre segnalare che aumentano gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone tra cui Georesq sviluppata dal CNSAS e tramite device come smartwatch. 

Da questo punto di vista si segnala anche un aumento di false chiamate, complessivamente 72, risultanti principalmente da allertamenti automatici non verificabili. 

Le missioni di soccorso 

Delle chiamate che sono transitate presso la Centrale Operativa nel 2024, 1.437 sono state le missioni effettivamente attivate sul territorio, 92 in meno record segnato nel 2023. 

Gli interventi di soccorso alpino vengono condotti in due modi: con il supporto dell’eliambulanza del Servizio Regionale di Elisoccorso (il tecnico SASP è a bordo in tutte le missioni) oppure esclusivamente dalle squadre a terra. 

Nel 2024, l’elicottero è intervenuto nel 68% delle missioni segnando una diminuzione rispetto all’80% del 2022 e al 72% del 2023. Il contributo generale offerto dalla presenza delle squadre a terra rimane fondamentale se si considera il dato delle persone soccorse che nel 47% dei casi vengono recuperate soltanto via terra, senza l’ausilio degli elicotteri. La diminuzione dell’operatività degli elicotteri trova una spiegazione, nuovamente, dal confronto con i dati meteorologici perché tali velivoli sono in grado di operare prevalentemente con condizioni di visibilità buona, sostanzialmente con bel tempo. 

Le persone soccorse 

Nel 2024 il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese ha recuperato 1.646 persone (1.793 il record precedente del 2024). 555 sono stati gli illesi, 1.017 i feriti e 72 deceduti. Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese O.D.V. Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese - Direzione Regionale Le principali cause di infortunio in montagna sono le cadute (49%) seguite dai malori (15%), e riguardano gli uomini nel 75% dei casi e le donne nel 25%. Infine, il 94% delle persone soccorse praticava attività del tempo libero contro il 4% di residenti in montagna e il 2% di persone infortunatesi in terreno impervio per lavoro. In nessun caso sono state applicate le spese di compartecipazione agli interventi previste dalla deliberazione n. 27-2363/2015 della Giunta Regionale piemontese. 

I numeri della Granda

La Delegazione Monviso Saluzzo ha 84 operatori tecnici distribuiti nelle valli al cospetto del Re di Pietra in Provincia di Cuneo. Le stazioni che compongono la delegazione sono Casteldelfino, Crissolo e Verzuolo.

Sono stati 123 gli interventi che hanno visto impegnati i tecnici e 100 le persone soccorse. L'anno prima erano state 126.

La Delegazione Alpi Marittime è responsabile delle montagne dalla Val Vermenagna alla Val Maira passando per le Valli Gesso e Stura. Ne fanno parte le stazioni di Cuneo, Dronero, Limone Piemonte e Vinadio con i loro 99 operatori tecnici complessivi.

Qui il 2024 si è chiuso con un numero di 207 interventi, in decisa crescita rispetto a quelli del 2023 e quindi in controtendenza con la diminuzione registrata a livello regionale. 181 le persone salvate, rispetto alle 159 dell'anno prima. 

La Delegazione Mondovì si occupa delle Alpi più meridionali del Piemonte, che fanno da corona alla città di Mondovì. Lo fa con i suoi 95 operatori tecnici distribuiti nelle stazioni di Mondovì, Garessio e Valle Pesio.

Anche qui interventi in crescita: sono stati 85, con 71 persone soccorse. 

I principali interventi del 2024 nella nostra provincia

Nella serata del 18 luglio, una cordata di 3 alpinisti lancia un allarme dalla Cresta Sigismondi all’Argentera (. Sono bloccati e nel frattempo è sopraggiunto il buio. La Centrale Operativa decide di inviare sul posto l’eliambulanza in modalità di volo notturno che imbarca 4 tecnici di valle a supporto del tecnico del Soccorso Alpino in turno. Sorvolando la zona, l’equipe valuta che il recupero al verricello è possibile, nonostante l’ambiente particolarmente impervio. Vengono sbarcati 3 soccorritori che raggiungono i malcapitati, li mettono in sicurezza e procedono con l’imbarco. Si tratta del primo intervento in parete effettuato con il verricello da quando il Servizio Regionale di Elisoccorso di Azienda Zero Piemonte ha attuato le operazioni speciali notturne nel giugno 2023.

La meteorologia e il soccorso in montagna 

Lo scorso anno è stato il secondo più piovoso, dopo il 1977, in regione dall’inizio dei rilevamenti. 

Si tratta di un dato di cui è importante tenere conto nella presentazione del bilancio di attività del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese perché i due aspetti sono correlati. Il numero di persone che si infortunano o hanno bisogno di assistenza in montagna dipende statisticamente dal numero di persone che frequentano questi territori. E indubbiamente con condizioni meteorologiche sfavorevoli è meno probabile partire per gite, escursioni o ascensioni in terreno impervio. 

Probabilmente è questa la principale spiegazione della diminuzione di tutti i parametri per misurare l’attività dei tecnici SASP nel 2024, dopo i record assoluti registrati nel 2023, anno caratterizzato da condizioni meteorologiche estremamente siccitose. Occorre tuttavia segnalare come la flessione non sia stata così marcata delineando un sensibile aumento medio di attività nel campo del soccorso in montagna a partire dal 2020.