Attualità - 26 marzo 2025, 10:31

Alba: a scuola da Delphy, sarte per passione [FOTO]

Maria Grazia Delpiano integra il metodo sartoriale con quello industriale. Il risultato? Creatività alla portata di tutti

La scuola sartoriale di Delphy

Ad Alba c’è un posto dove si può prendere la patente B per guidare le macchine da cucire.

B sta per base, perché quel cartoncino rosa firmato Maria Grazia Delpiano è solo il primo passo per entrare in un mondo che si contrappone, e con buone possibilità di vittoria, alla Fast Fashion.

Fatto il primo step si passa al successivo, il corso di 'Taglio e Cucito' e siccome la passione non si può frenare, si prosegue con quello per realizzare capi elasticizzati, all’abbigliamento bimbi, all’arredamento, alla collezione, alla modellatura uomo e al 'Re-Fashion' dove si imparano le tecniche di riutilizzo virtuoso dei capi dimenticati nell’armadio, risparmiando, riciclando, e soprattutto vestendosi liberi dall’omologazione corrente, con ciò che veramente piace.

Della 'docente' Maria Grazia Delpiano, affettuosamente Delphy, racconta una delle sue allieve, Sara Francone, giovane ragazza di Levice, che dalla sua scuola sartoriale è partita per costruire un progetto tutto suo, inventandosi una nuova professione: “Lavoravo in una merceria e ho saputo di questa opportunità. Delphy è un’insegnante contagiosa, che sa trasmettere le sue conoscenze e insegna, ad esempio, a cucire senza imbastire, a usare qualsiasi tipo di macchina da cucire, a conoscere i tessuti e a mettere subito in pratica quanto appreso. Così dopo qualche mese di pratica ho cominciato ad eseguire lavori di sartoria a domicilio in tutta la val Bormida, passando poi ai tendaggi su misura, all’arredamento. Non ho avuto difficoltà a farmi una clientela e oggi svolgo questa professione con una gratificazione personale che prima non avevo”.

Maria Grazia Delpiano ha un curriculum professionale di tutto rispetto, che non vuole nemmeno menzionare: “Da giovanissima ho frequentato i corsi dell’Inapli, quando c’era ancora Don Gianolio, e successivamente una specializzazione all’Accademia Arte e Costume di Torino. Ho lavorato tanti anni come costumista per il teatro e successivamente ho cominciato a tenere corsi miei, inventando un mio metodo di lavoro che consente di semplificare e migliorare vari passaggi sartoriali. Da venti anni collaboro con Cucistore di Simona Bruzzone a Savona e qui ad Alba da due anni con il negozio Verivì di Daniela Gomba, all’interno del quale tengo i corsi sartoriali. Sono una modellista, non una sarta, questo ci tengo a precisarlo”.

Per la Patente B tre lezioni teoriche (merceologia la materia più importante), più tre sedute pratiche, alla macchina da cucire, con il confezionamento di un capo come “tesina” finale.

A Nicoletta Cappellina il primo livello non è bastato: “E no! Mi sono comprata una macchina da cucire e sto frequentando il corso di taglio e cucito perché sono curiosa e appassionata. Riuscire a farsi un orlo, riparare un abito o realizzarlo con il proprio gusto e con il tessuto preferito è un’attività che pratico con piacere e che mi dà molte soddisfazioni. Delphy è una di quelle insegnanti che sanno insegnare, mica poco”.

Anche Marina Pasquero è una patentata B. “Non credevo di riuscire a imparare, diffidavo della mia manualità. Invece in prospettiva penso di migliorare ancora. Non voglio farne una professione, ma usare i cartamodelli, prendere le misure, tagliare, confezionare è un lavoro che mi appassiona e rilassa”.

Sono giovanissime le albesi Silvia Bongioanni e Nadia Rosselli, entrambe partite da zero, senza alcuna competenza di cucito: “Delphy è un’insegnante molto empatica e ci ha fatto apprendere un metodo moderno, che semplifica i passaggi e ci ha consentito di imparare ad usare la macchina da cucire, il nostro primo obiettivo. Non intendiamo farne una professione, però l’idea di progettare e farsi i vestiti da sole ci piace moltissimo. La moda oggi è standardizzata, ci si veste tutti nella stessa maniera, senza fantasia”.

Alexandra Bunbaru dopo la patente B intende proseguire: “Le insegnanti non sono tutte uguali, Delphy è speciale. Mia nonna mi ha trasmesso i primi rudimenti, nel tempo potrei pensare a sfruttare le mie capacità e ciò che imparerò dai corsi più specifici”.

Serena Borgi ha già un’attività in proprio: “Arrivo da una famiglia di sarte, ma con il metodo di Delphy ho cambiato il mio modo di cucire, mi ha dato una differente sicurezza. Ritengo che le sue idee, oltre che applicabili, siano evolute, più moderne di altre, e ho potuto applicarle con tessuti diversi, ad esempio nella realizzazione di borse”.

Già, i tessuti. Chi li commercializza ed è partner nel progetto di Maria Grazia Delpiano ad Alba è Daniela Gomba, titolare di Verivì, tessuti accessori e oggettistica in piazza senatore Cagnasso 2/A.

“La collaborazione con Delphy è vantaggiosa per entrambe. Avere sempre più persone capaci di produrre abiti in proprio ha risvolti positivi in termini di economia circolare e antispreco. Per fortuna i tessuti buoni esistono ancora e le persone dovrebbero valutare meglio gli acquisti: una camicia fatta su misura, con la possibilità di scegliere il tessuto preferito, non costa molto di più di quelle confezionate e con la possibilità di sostituire quando usurati il colletto e i polsini, può durare una vita”.

Sì a volte non ci si pensa e ci si veste come capita.

“Ed è un errore” chiosa Delphy “prima o poi i tempi ci daranno ragione. Trovo molto interesse da parte di ragazze e ragazzi giovani, attratti dalla moda e da una visione diversa del futuro, in cui torneranno utili mestieri e capacità manuali oggi sottovalutate. Penso che trasmettere certe competenze sia doveroso, per questo mi impegno su due fronti, Savona e Alba per insegnare una passione. Uno dei lavori più belli al mondo”.

 Sui social i riferimenti della scuola sartoriale di Delphy sono:

 www.facebook.com/leallievedidelphy?locale=it e

Instagram: @leallievedidelphy

silvano bertaina