È un caso che ha coinvolto tutta la Città quello dell'aggressione ai danni di un liceale 16enne, avvenuta lunedì 24 febbraio, in pieno giorno, in piazza Maggiore, duranto l'ingresso degli studenti a scuola.
Minorenni gli aggressori che con futili pretesti hanno accerchiato il sedicenne, che è stato fatto cadere a terra ed è stato colpito ripetutamente con calci nella zona lombare e coccigea. Trenta giorni la prognosi dell'ospedale per il liceale che ha riportato fratture a una vertebra e una costola e che, assistito dall'avvocato Enrico Martinetti, ha sporto denuncia ai Carabinieri di Mondovì.
Ad accogliere l'appello dei dirigenti è stata l'amministrazione comunale che, attraverso il sindaco Luca Robaldo e il presidente del consiglio Elio Tomatis, ha annunciato che la vicenda verrà portata sui banchi dell'assemblea cittadina.
Il Comune ha poi convocato per mercoledì 5 marzo un’apposita riunione del Tavolo delle Politiche Sociali e Giovanili (già riunitosi per due volte da inizio anno) formato da associazioni ed enti del terzo settore, da tutti gli istituti scolastici cittadini e dalle istituzioni locali deputate alla gestione dei servizi socioassistenziali. Alla luce dell’importanza della tematica trattata, prenderanno parte all’incontro anche la comandante della Compagnia dell’Arma dei Carabinieri di Mondovì, Francesca Borrelli, e la comandante della Polizia Locale di Mondovì, Domenica Chionetti.
"Abbiamo deciso di anticipare la terza convocazione annuale del tavolo di qualche settimana - il commento condiviso da parte dell’assessora alle Politiche sociali, Francesca Botto, dell’assessora all’Istruzione, Francesca Bertazzoli, e dell’assessore alle Politiche giovanili, Alessandro Terreno - alla luce del deprecabile e preoccupante episodio di violenza dei giorni scorsi. Al di là di una netta ed unanime condanna verso ogni atteggiamento aggressivo e violento, riteniamo necessario avviare una profonda riflessione ad ampio respiro sugli strumenti oggi a disposizione delle istituzioni per circoscrivere i singoli episodi, per identificare eventuali manchevolezze educative individuali o collettive e per diffondere buone pratiche di confronto comunitario. Da qui, dunque, la scelta di coinvolgere anche le forze dell’ordine locali, che ringraziamo per la disponibilità, al fine di rafforzare le attività di presidio e tutela, favorendo tra i vari enti una rete di collaborazione e di comunicazione più rapida ed efficace".