Economia - 26 febbraio 2025, 10:50

Come sfruttare LinkedIn per far crescere il tuo business

Nel panorama del digital marketing, LinkedIn ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più centrale per professionisti e aziende, trasformandosi da semplice social network a un vero e proprio ecosistema per il business.

Nel panorama del digital marketing, LinkedIn ha saputo ritagliarsi un ruolo sempre più centrale per professionisti e aziende, trasformandosi da semplice social network a un vero e proprio ecosistema per il business. Up4Business, fondata nel 2013 con un focus esclusivo su LinkedIn, è stata una delle prime realtà in Italia a intuire il potenziale di questa piattaforma, specializzandosi nel social selling, nel personal branding e nella comunicazione aziendale. 

In questa intervista, esploriamo con il suo fondatore, Alessandro Gini, il percorso che lo ha portato a costruire un’azienda interamente dedicata a LinkedIn, le opportunità che la piattaforma offre oggi e le strategie vincenti per sfruttarla al meglio. Dalla costruzione di un personal brand solido all’uso efficace dell’employee advocacy, fino alle ultime tendenze nell’advertising e nei contenuti video, scopriremo come LinkedIn può essere il motore di crescita per professionisti e aziende. 

1. Up4business è nata nel 2013 con un focus esclusivo su LinkedIn. Cosa ti ha spinto a creare un’azienda specializzata proprio su questa piattaforma? 

Avevo cominciato ad usare LinkedIn attivamente un paio di anni prima. Ero appena entrato in una società di produzioni foto e video, e mi era stato chiesto di trovare nuovi clienti tra le agenzie di eventi. Non sapevo come farlo, non avevo esperienze nelle vendite B2B. Decisi di provare con LinkedIn e il risultato, nonostante gli errori commessi, furono sorprendenti. In meno di 2 anni l'80% del fatturato della società proveniva da clienti trovati con LinkedIn. Oggi definiamo questa cosa "social selling", per me era qualcosa di nuovo che fece però nascere una grande passione. Decisi quindi di studiare, sperimentare e specializzarmi su LinkedIn, fino a farlo diventare nel 2013 la mia attività principale.

2. LinkedIn è spesso percepito come un social “statico” rispetto ad altre piattaforme. Quali sono, secondo te, le maggiori opportunità che offre oggi a professionisti e aziende?

La presunta staticità di LinkedIn è in realtà uno dei suoi vantaggi. Essendo uno strumento essenzialmente B2B cambia e segue i trend con minor velocità rispetto agli altri social, e gli utenti si sentono un po' più protetti. In una ricerca condotta da Business Insider negli Stati Uniti per molti anni, LinkedIn è sempre risultato il social di cui gli utenti si fidano di più. Oggi, tra il possibile ban di TikTok negli USA, la confusione di X, i cambiamenti continui di Instagram e i megainfluencer in crisi, LinkedIn è diventato estremamente attrattivo per sempre più persone. Oggi LinkedIn è il luogo ideale per i professionisti di ogni settore per costruire un personal brand forte, che è la via per lo sviluppo della carriera e del business. Le aziende invece, su LinkedIn oggi non solo possono trovare talenti da inserire in organico grazie all'employer branding, ma lavorano anche sulla notorietà e la reputazione, sulla ritenzione dei clienti e la generazione di nuovi lead. Non sfruttare LinkedIn oggi in azienda significa perdere una grande opportunità! 

3. Personal branding, social selling e comunicazione aziendale: quali sono gli errori più comuni che le persone e le aziende commettono su LinkedIn? 

Purtroppo di errori ne vedo fare ancora molti, nella maggior parte dei casi dovuti al fatto che non si comprende davvero l'ecosistema LinkedIn e quindi non lo si sfrutta nel modo più efficace. Ancora oggi molti vivono il profilo come un CV digitale e non come la propria landing page professionale, quale un profilo LinkedIn effettivamente è. Tantissimi non sfruttano il potere della community, facendo commenti e contenuti mirati a creare conversazione. All'interno delle aziende invece il ventaglio di errori, o opportunità mancate, è ancora più ampio: ad esempio c'è chi non coinvolge i propri collaboratori, c'è chi ha un piano editoriale copiato e incollato da Instagram, o c'è chi compra licenze Sales Navigator pensando che da sole facciano tutto. 

4. Nel corso degli anni hai collaborato con aziende di diversi settori. C’è un caso di successo che ti ha particolarmente colpito e che può ispirare i nostri lettori? 

Sì, negli anni ho avuto la fortuna di spaziare in settori molto diversi, dall'industria ai servizi, dal retail alla pubblica amministrazione, con realtà di ogni dimensione. Ci sono stati tanti risultati rilevanti, ne voglio citare un paio. Il primo riguarda quello di un'azienda di consulenza che aveva un eccellente piano editoriale per la pagina, ma con risultati di reach abbastanza deludenti. Abbiamo studiato una strategia per coinvolgere strategicamente i collaboratori, quello che si chiama un progetto di employee advocacy: hanno visto i risultati organici della pagina crescere a doppia cifra! E non era un caso, perché i colleghi in altri paesi, che non non avevano ancora adottato lo stesso piano, erano rimasti al palo.

Un altro riguarda quello di un'azienda che ci ha dato in gestione la pagina aziendale: con un nuovo piano editoriale specifico per LinkedIn, con il community management e senza ads, abbiamo portato quella pagina in due anni a generare lead qualificati spontanei in messaggistica. 

5. Il mondo digitale è in continua evoluzione. Quali sono le principali tendenze che stai osservando nel modo in cui le aziende utilizzano LinkedIn? 

LinkedIn sta puntando tutto sui video. Ci è arrivata in ritardo (vedi la prima domanda, cambia più lentamente), ma ora sta spingendo tanto, e le aziende cercano di rincorrere questo trend, anche se ha fatica. Un'altra tendenza che si può osservare è che sempre più aziende, di ogni dimensione, si stanno affacciando all'uso dell'advertising su LinkedIn, che è davvero potente ed efficace, se fatto bene. E sfatiamo un mito: non è vero che è estremamente caro! Per finire, sempre più aziende hanno un programma per dare supporto ai propri manager per emergere con il loro personal brand su LinkedIn, per portare valore e attenzione verso l'azienda. 

6. Quali consigli daresti a chi vuole sfruttare LinkedIn per crescere professionalmente o trovare nuove opportunità di business? 

Consiglierei di prendersi il tempo per comprendere davvero la piattaforma e sperimentare. In particolare dedicandosi alla creazione di post utili e ai commenti di post di valore di altri utenti. Questa sola abitudine può fare la differenza. E per essere sempre aggiornati basta seguire chi è già più esperto, o chi come me ha fatto di LinkedIn una professione: su LinkedIn i creatori di contenuti sono molto generosi nel condividere quello che hanno imparato! 

7. Dal tuo punto di vista, in Italia come si usa LinkedIn? Meglio o peggio rispetto ad altri paesi? 

L'Italia ha sempre avuto un tasso di penetrazione di LinkedIn piuttosto alto. Con più di 21 milioni di iscritti siamo il terzo paese europeo e tra i primi dieci nel mondo. Nel 2024 ho avuto il privilegio di essere diventato il 1° (e per ora unico) LinkedIn® Marketing Certified Expert italiano. Si tratta di una certificazione che hanno meno di 100 persone nel mondo, ed il fatto che in Italia ci sia solo io significa che c'è ancora molto da fare in termini di divulgazione e formazione. Per me è anche una missione, infatti essere parte di questo gruppo mi permette di collaborare attivamente con i LinkedIn® Marketing Labs, ovvero il centro di formazione per il marketing B2B di LinkedIn. Inoltre, con l'organizzazione di Inspire Day in Italia, io e la mia socia Benedetta Consorti abbiamo creato il primo e unico evento dedicato alle community di LinkedIn in Italia, che ogni anno raggruppa centinaia di utilizzatori attivi di LinkedIn per crescere e condividere ispirazione.

Richy Garino