Quella realizzata ai danni di un tabaccaio di Fossano non fu l’unica truffa messa a segno dalla “banda della Lottomatica", ma solo una di una lunga serie di colpi realizzati in tutte le regioni di Italia e che hanno permesso ai suoi autori di racimolare un totale di circa 80mila euro.
Giuseppe De Rosa, Veronica Parente, Emanuela Guagni, Rosa Zagaria e Carmelina Caterino, tutti di origine campana, sono loro i “maestri del raggiro” finiti a processo in tribunale a Cuneo con l’accusa di aver spillato ad una tabaccheria fossanese e a una di Trino, in provincia di Vercelli, circa 6mila euro.
Il giudice ha condannato tutti e cinque con pene comprese tra un anno e un anno e due mesi, concedendo loro il beneficio della sospensione condizionale.
Una truffa portata avanti con un preciso modus operandi. Dopo aver individuato l’attività commerciale, i quattro, fingendosi dipendenti della Lottomatica, chiamavano la vittima che veniva avvisata da una voce femminile di un fantomatico guasto al sistema utilizzato per le ricariche delle carte prepagate. “È necessario riallineare i terminali” , avvertiva, passando poi la telefonata a un “tecnico”. Quest'ultimo, poi, dettava all’esercente un codice numerico da digitare che però, in realtà, era l’importo che il malcapitato stava versando ai truffatori.