Nello scorso weekend, sulle nostre valli, sono caduti tra i 15 e i 30 centimetri di neve, localmente anche di più.
Le nuove precipitazioni causano un aumento del pericolo di valanghe, che sulle valli del Monregalese, valli Maira e Grana, Varaita e Po, Gesso e Vermenagna e valle Stura, risulta essere Marcato, di grado 3 su una scala che va da 1 a 5. La stabilità del manto nevoso è infatti scarsa. I nuovi accumuli di neve ventata potrebbero distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e raggiungere grandi dimensioni. Ciò specialmente nelle conche, nei canaloni e dietro ai cambi di pendenza soprattutto alle quote medie e alte e sui pendii ripidi al di sopra del limite del bosco. Soprattutto sui pendii ombreggiati ripidi le valanghe possono coinvolgere gli strati più profondi del manto nevoso.
Con il rialzo termico e l'irradiazione solare, l'attività di valanghe spontanee aumenterà progressivamente. Ciò soprattutto sui pendii soleggiati al di sotto dei 2200 m circa e sui pendii ripidi rocciosi. Il sole e il calore causeranno a partire dal mattino soprattutto alle quote di bassa e media montagna un progressivo inumidimento del manto nevoso.
E, a proposito di sole e calore, lo zero termico in questi giorni è attorno ai 3000 metri di quota. In un contesto climatico normale, sulle Alpi a febbraio lo zero termico si colloca generalmente tra 800 e 1.200 metri di altitudine, in base alla latitudine, all’esposizione delle valli e alle condizioni meteorologiche.