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Attualità | 29 maggio 2024, 19:44

CURIOSITA'/ La falce a Dronero: racconto di una storia passata, presente e futura

Simbolo della città ripercorre la storia della storica fabbrica ed al di fuori delle mura, confida possibilità e bellezza a chi le sa cogliere

CURIOSITA'/ La falce a Dronero: racconto di una storia passata, presente e futura

Fuoco, terra, acqua, aria… nella falce questi elementi che si uniscono tra loro, dando vita ad uno strumento senza tempo.

Preziosa fin dall’antichità, la falce veniva accompagnata alle pietre coti comunemente utilizzate, oggetto di commercio destinato tanto al settore agricolo quanto a quello metallurgico per rifinire manufatti metallici. A prima vista si trattava di una comune pietra grigia, a grana fine e ruvida, estremamente utile e differente dalle altre per rendere la lama della falce adatta allo sfalcio. Per tagliare l'erba e mietere il grano bisognava che questa fosse ben affilala, un’affilatura che doveva essere ripetuta più volte durante i lavori. Così, i contadini si portavano dietro la cote, in una specie di astuccio, detto porta cote, che erano soliti portarlo alla cintura.

Per la città di Dronero la falce è uno dei simboli più importanti, racconto di una storia passata, presente e futura.

 

Fabbriche Riunite Falci, storica azienda della città, nasce nel 1921 dall’unione di alcuni fabbri forgiatori locali, custodi di una tradizione pluricentenaria nella produzione artigianale di attrezzi da taglio per l’agricoltura. La posizione geografica di Dronero si presentava particolarmente favorevole alla lavorazione dei metalli, grazie alla sua ricchezza idrografica e alla vicinanza alla Savoia per l’approvvigionamento dei metalli. La ricca piana agricola che si estende ai piedi delle Alpi Marittime rappresentava inoltre lo sbocco naturale per i manufatti.

Esperienza, professionalità e impegno. Gli anni ‘60 hanno visto la rapida crescita di questa importante azienda, fino a farla diventare uno dei leader nel settore degli attrezzi da giardinaggio e agricoltura professionali. Oltre 300 dipendenti ed una produzione altamente competitiva, sia in Italia che all’estero.

Inconfondibile per tutti a Dronero è il suo della sua sirena, che ancora oggi scandisce entrata ed uscita degli operai. Nostalgica ricorda gli anni degli oltre 300 dipendenti, racconta di lotte operaie, scioperi, conquiste unione e volontà. Forte racchiude una storia che resiste, con una cinquantina ancora di dipendenti e nell’essere l’unica fabbrica rimasta in Europa. Racconta, inoltre, di una tradizionale festa, celebrata ancora ogni anno a Dronero, nell’unione, continuità ed impegno della Compagnia di Sant’Eligio. Desiderosa, riecheggia nell’aria e, al di fuori delle mura della fabbrica, confida possibilità e bellezza a chi le sa cogliere.

Così, nel 2016 per spirito di curiosità ed intraprendenza, è nata a Dronero l’associazione Prometheus, progetto che attualmente vede tra i propri partner il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco regionale dell’Adamello ed il Parco Alpi Marittime, con l’individuazione di aree pilota dove sperimentare e studiare la tecnica dello sfalcio secondo criteri di tutela ambientale e della biodiversità, cura delle essenze foraggere, approggio medico posturale, proposta di cultura contadina come ritorno alla sussidiarietà e condivisione, studio scientifico attraverso tesi di laurea specifiche.

Un approccio olistico, quello allo sfalcio, che  per esempio permette di ottenere risultati di successo in ambito vitivinicolo, proteggendo le viti dalla siccità e dilavamento del terreno. Un taglio netto che consente di pacciamare il vigneto senza rischi di malattie fungigne, sperimentazione che Andrea Farinetti nella sua vigna Cannubi a Barolo, patrimonio della cantina Borgogno, ha testato nel 2017 e che ha inserito come pratica complementare alla vocazione bio delle sue aziende. Anche il barolista Ferdinando Principiano, di Monforte d’Alba, ha introdotto nei suoi vigneti di pregio lo sfalcio manuale con falce, come anche l’azienda Corte dei Conti a Boca nel novarese.

Fino al 7 luglio sarà invece possibile visitare la mostra “Le Falci nell’Arte - l’Arte delle Falci” esposta presso il Museo Mallé di Dronero. Nata da un’idea di Carlo Pedretti e curata dalla direttrice del museo Ivana Mulatero, in collaborazione con l’ssociazione Prometheus, l’esposizione presenta in prima assoluta le opere di: Leandro Agostini, Rodolfo Allasia, Andrea Armagni, Gilda Brosio, Alessia Clema, Francesca Corbelletto, Diego Dominici, Dario Ghibaudo, Ugo Giletta, Mario Gosso, Pier Giuseppe Imberti, Paola Malato, Antonio Mascia, Elena Monaco, Neunau, Corrado Odifreddi, Sergio Omedé, Marianna Pagliero, Ciro Rispoli, Cristina Saimandi, Michelangelo Tallone, Mara Tonso, Anna Valla, Luisa Valentini. Un viaggio immersivo, visuale e sonoro, in cui sono esposte anche le opere degli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino: Daniele Costante, Silvana Druetto, Daniela Gjyzeli, Natasha Grillo, Agapi Kanellopoulou, Pasquale Landriscina, Antonio Marotta, Giulia Piacci, Aleandro Sinatra. A corredo storico provengono dalla Falci S.r.l. una serie di punzoni storici, etichette e materiali d’archivio.

La falce è passato, presente e futuro, perchè non è solo un ricordo ma un approccio alla natura che permette di “riappropriarsi” degli spazi e dei suoi ritmi, di esserne parte. Il gesto corretto e ritmico, il silenzio e la musicalità dello sfalcio connettono con lo spirito dei luoghi e riportano a quella che gli antichi chiamavano “trans del falciatore”.

Ritualità, saperi, misteri di cui l’uomo ha bisogno, ritrovando la lentezza come cura e autentico contatto... Ancora oggi!

Beatrice Condorelli

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