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Attualità | 03 aprile 2024, 07:12

Dodici mesi di Soccorso Alpino: 340 le persone recuperate sulle montagne del Cuneese nel 2023, 22 i deceduti

Resi noti i numeri del servizio nello scorso anno, che ha fatto registrare un record nelle chiamate d'emergenza e dati in generale crescita. Oltre 1.500 le missioni effettuate in tutta la regione per un totale di 1.793 persone soccorse

Dodici mesi di Soccorso Alpino: 340 le persone recuperate sulle montagne del Cuneese nel 2023, 22 i deceduti

Piemonte regione dei record per quanto riguarda l’attività di soccorso e recupero degli infortunati in montagna, ambienti ipogei e terreni impervi realizzata dalla compagine regionale del Soccorso Alpino e Speleologico.

Nel 2023, infatti sono stati 2.181 gli eventi di soccorso (di cui il 30% risolti in gestione), 1.529 le missioni (in crescita di 37 unità rispetto al record di 1.492 del 2021, di cui il 94% per soccorso sanitario e il 6% per operazioni di Protezione Civile) e 1.793 le persone soccorse (primato assoluto nella storia del SASP, in crescita di 281 unità rispetto al 2020).

A rendere noto i dati lo stesso SASP, nel suo report annuale pubblicato nella giornata di oggi (mercoledì 3 aprile). “Da un punto di vista statistico l’aumento degli infortuni e delle situazioni di emergenza sono correlati all’aumento di frequentazione delle terre alte – si legge nel rapporto -. Sicuramente il 2023 ha avuto un andamento meteorologico molto favorevole alla pratica di attività all’aria aperta e in montagna (soprattutto durante l’estate) che ha offerto giornate diffusamente soleggiate con temperature eccezionalmente miti e precipitazioni scarsissime. Occorre aggiungere che dopo la pandemia da Covid-19 del 2020, tutti i dati di attività del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese segnano un deciso aumento rispetto agli anni precedenti”.

Record di chiamate d’emergenza: 35 in più del 2020

In totale, nei passati dodici mesi, le chiamate pervenute al numero di emergenza regionale 112 e poi dirottate sulla centrale del Soccorso Alpino – comprendenti le chiamate di emergenza ai numeri di telefono indicati ma anche gli allarmi lanciati tramite applicazioni per smartphone o tramite device come gli smartwatch - hanno superato di 35 unità il record stabilità nel 2020. Si segnala però anche un aumento delle false chiamate, che hanno raggiunto quota 41.

Nel 2023 sono stati 1.148 gli operatori volontari coinvolti (dato stabile rispetto al 2022). Sul totale, 272 arrivano dalle tre delegazioni che coprono la provincia Granda (Monviso Saluzzo, Mondovì e Alpi Marittime).

Gli interventi hanno visto nel 72% dei casi l’intervento dell’elicottero – in percentuale particolare da Cuneo o da Borgosesia – (1.098 casi), dato in calo rispetto all’80% del 2022. In 431 missioni gli interventi sono stati affrontati con personale via terra, e il 46% delle persone soccorse sono state recuperate unicamente dagli operatori appiedati.

Da segnalare come gli operatori del SASP abbiano preso parte a tre operazioni di soccorso ipogeo, di cui due in Lombardia e una in Turchia nella grotta della Morca: questa terza eventualità ha visto i tecnici contribuire a salvare uno speleologo americano infortunatosi in maniera grave a 1000 metri di profondità.

In Granda circa un quarto delle persone recuperate decedute

Delle persone soccorse il 76% è risultato essere di sesso maschile, e il 24% di sesso femminile. Nel 92% dei casi si tratta di disavventure occorse mentre si praticava attività da tempo libero: il 6% dei coinvolti risultava residente in montagna e solo il 2% impegnato nel lavoro.

A livello regionale sono stati 527 i soccorsi illesi, 1.185 i feriti e 81 deceduti (con un incremento di sei unità rispetto al 2022). Quasi il 18% degli infortunati era di età compresa tra 50 e 70 anni.

La provincia di Cuneo ha visto un totale di 340 persone recuperate nel periodo preso in esame, di cui 101 illesi, 217 feriti e 22 deceduti: dati in generale incremento nel 2022, che aveva fatto segnare 237 recuperi di cui 76 per illesi, 176 per feriti e 15 per deceduti.

In generale, tra le cause di infortunio, la maggior parte (48%) riguarda le cadute: i malori sono soltanto il 15% del totale.

redazione

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