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Politica | 14 settembre 2022, 08:06

Decreto Aiuti bis: un emendamento attribuito al senatore Perosino fa arrabbiare Draghi

L’esponente di Forza Italia e sindaco di Priocca d’Alba replica: “Quell’emendamento non è mio. In realtà – risponde a chi lo tira in ballo – è stato istruito e riformulato dal Governo e prevede una facoltà di deroga al tetto degli stipendi per gli alti vertici dello Stato”

Decreto Aiuti bis: un emendamento attribuito al senatore Perosino fa arrabbiare Draghi

Un emendamento al decreto Aiuti bis, ieri in fase di riconversione al Senato, che deroga al tetto di stipendio di 240 mila euro per i dirigenti pubblici, ha fatto infuriare il premier Mario Draghi e sta agitando le acque della politica, già mosse di loro per la campagna elettorale ormai agli sgoccioli.

La modifica – così riferiscono alcune agenzie di stampa – sarebbe stata proposta dal senatore di Forza Italia Marco Perosino, ricandidato nel partito di Silvio Berlusconi, questa volta alla Camera.

Un fatto che stupisce essendo stato Perosino, per tutto il corso della legislatura che si avvia alla conclusione, un severo controllore del debito pubblico, tema sul quale ha avviato dal 2018 ad oggi, convegni e varie iniziative.  

La questione riguarda il trattamento economico delle alte cariche delle forze armate, di polizia e in generale della pubblica amministrazione.

Un’iniziativa che ha fatto arrabbiare Draghi, che non era stato informato.

L’inghippo sarebbe sorto, da quanto si è capito, al Mef e adesso dovrà trovare una soluzione quando ci sarà il passaggio del provvedimento alla Camera.

Il rischio è che la vicenda dilati i tempi di approvazione del decreto Aiuti per cui la Presidenza del Consiglio sta ora valutando quale sia la via migliore da seguire per uscire dall’impasse.

Perosino replica dicendo che si è in presenza di un equivoco: “L’emendamento approvato – spiega – è il 41.0.1(testo 2) delle commissioni riunite. Non è il mio. Quindi chi mi tira in ballo ha preso un abbaglio e chiederò dunque una rettifica. In realtà – aggiunge il senatore albese di Forza Italia – il testo è stato istruito e riformulato dal Governo e prevede una facoltà di deroga per gli alti vertici dello Stato”.  

Sul caso, in tarda serata, è arrivata anche una puntualizzazione del Tesoro, affidata all’agenzia Ansa.

“Sull'emendamento che prevede una deroga al tetto degli stipendi dei manager pubblici per una serie di figure di vertice della pubblica amministrazione delle forze dell'ordine – recita la nota - il Ministero dell'Economia ha fornito solo un contributo tecnico sulle coperture. Si tratta di un emendamento parlamentare, si spiega, per la cui attuazione è comunque necessario un provvedimento successivo”.

GpT

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