Più 64 abitanti. È positivo per Saluzzo il “bilancio” dei residenti a fine 2021. I saluzzesi al 31 dicembre appena passato sono 17.413. Dodici mesi fa erano 17.349. Gli stranieri sono 2.301, mentre l’anno precedente erano 2.268, cioè +33. Si tratta del 13,21% del totale della popolazione saluzzese, dato in linea con il recente passato.
I nuovi nati di Saluzzo sono stati 132 (61 maschi e 71 femmine), di cui 130 venuti al mondo in altro Comune, una femminuccia in città e una all’estero.
I morti sono stati, invece, 216 (100 maschi e 116 femmine): 128 sono deceduti nei confini di Saluzzo, 87 in altro Comune e uno all’estero. Il cosiddetto “saldo naturale”, cioè la differenza fra nati e morti, risulta anche per l’anno scorso negativa, -84.
Da sottolineare che il numero delle morti di saluzzesi, dopo la drammatica impennata del 2020, quando aveva raggiunto quota 258 con un più 25% rispetto all’anno precedente, torna in linea con il pre-pandemia: erano stati 206 nel 2019 e 210 nel 2018.
La crescita del numero di residenti è data, dunque, dal maggior numero di persone che si sono trasferite in città rispetto a quelle che se ne sono andate. Gli iscritti all’Anagrafe saluzzese nel 2021 sono stati 677 (384 uomini e 293 donne), di cui 246 stranieri. Sono stati 529 i “cancellati” dai registri dell’Anagrafe negli ultimi dodici mesi: 449 si sono trasferiti in altri Comuni, di cui 106 stranieri; 30 sono andati all’estero, di cui 20 italiani e 10 stranieri. Quello che è chiamato “saldo migratorio” è quindi + 148, di cui solo 8 stranieri.
Le famiglie a fine 2021 sono 7.789, più 60 rispetto alle 7.729 di fine 2020. Più due per le “convivenze anagrafiche” che sono 23, mentre 39 le “convivenze di fatto”.
Come di consueto, questi dati sono considerati “provvisori” fino al 31 gennaio, data entro la quale l’Ufficio Stato civile del Comune invierà all’Istat la statistica definitiva riguardante l’anno scorso.
"La crescita dei residenti - dice il sindaco Mauro Calderoni - dimostra in maniera inequivocabile che Saluzzo è una città vivace dal punto di vista economico, con molte opportunità di lavoro e, d’altra parte, che investire in servizi pubblici articolati, qualificati e a costi contenuti è una buon prassi amministrativa che incentiva i trasferimenti in città".














