Giornata di bilanci e programmi, ieri 14 settembre, per l'azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo.
Il numero uno della Sanità regionale - Luigi Genesio Icardi - ha incontrato i vertici aziendali, i primari dell'ospedale e gli organi di stampa.
L'incontro di ieri è stato anche occasione per fare un bilancio dell'attività ospedaliera, fortemente condizionata dalla pandemia.
Nel 2019, quindi nell'anno che ha preceduto il Covid, sono stati 19.574 i ricoveri al Santa Croce e Carle di Cuneo. Nel 2020 - quindi con il lockdown di marzo e aprile e la seconda ondata di ottobre e novembre - i ricoveri sono stati 14.115, registrando un -27,8%.
Al mese di luglio 2021, che include anche l'ondata di marzo e aprile scorsi, dove si è comunque cercato di non chiudere le attività ospedaliere ordinarie, i ricoveri sono già 14.676.
Per quanto riguarda i ricoveri diurni, il 2020 ha fatto segnare un -43,8% rispetto al 2019. Rispetto al 2020, in questo 2021 - periodo gennaio/luglio - l'ospedale registra già un +12,9%.
Pian piano si sta tornando ai ritmi pre-Covid, anche se ci vorranno anni per recuperare le liste di attesa. "Non vogliamo più congestionare gli ospedali, come successo nelle altre ondate. Le mancate cure e diagnosi su altre patologie nei prossimi anni avranno un costo altissimo in vite umane, oltre che un costo economico e sociale. Ma soprattutto in vite umane", ha detto Icardi.
Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, che sarà interessato da lavori entro il mese di marzo 2022, con adeguamenti strutturali e impiantistici, gli accessi stanno tornando ai livelli pre-Covid.
Nel 2019 gli accessi erano stati 45.332, una media di 125 al giorno. Di questi accessi, i ricoveri effettivi sono stati il 17,7%. Nel 2020 gli accessi sono scesi a 29.942, con una percentuale, poi, di ricoveri, pari al 22,9%.
In questo 2021, fino a luglio, ci sono già stati 30.984 accessi. Di questi, il 23,7% si è poi tradotto in un ricovero.
Un sovraccarico importante, che evidenzia come l'attività del Pronto Soccorso non sia mai cessata e come i tanti accessi per Covid abbiano avuto la necessità di un'ospedalizzazione.
Nettamente diminuiti, al contrario, in particolare nel 2020, gli accessi per altre patologie e i cosiddetti accessi impropri, di persone che vanno al Pronto Soccorso prima ancora di rivolgersi alla medicina territoriale.











