Nel 2014 chiudeva la Caserma degli allievi dei Carabinieri di Fossano. Insieme ad essa, tra i vari dipendenti, perdevano anche il posto di lavoro circa 20 donne che si occupavano della pulizia all’interno della struttura.
Una delle ex dipendenti torna a lanciare un appello alle aziende del territorio. Dopo 16 anni di servizio si è infatti ritrovata nel 2014 senza un’occupazione e in seria difficoltà nella ricerca di un nuovo impiego nonostante i numerosi tentativi di reinserirsi in altre aziende. Lei come altre sue ex colleghe rientra infatti in quella fascia di popolazione, che ha superato la soglia dei quarant’anni, più critica per il mercato del lavoro.
Oggi riesce a vivere grazie alla pensione di invalidità e al reddito di cittadinanza, ma quello che vuole è lavorare: “Dal 2014 non riesco ad avere un’occupazione stabile. Ho ottenuto solo due borse lavoro dalla Regione Piemonte dopodiché nulla. Apparentemente non ci sono posti di lavoro. Ho un’invalidità civile da settembre 2018 per una patologia ai reni, ma posso comunque svolgere diversi impieghi. Nonostante questo non trovo un’occupazione, ho provato presso le aziende del territorio, da quelle più grandi a quelle più piccole, ho fatto tanti colloqui, ma non c’è stato verso. Ho 54 anni ma non sono ancora in età pensionabile, grazie al reddito di cittadinanza e alla pensione di invalidità vado avanti, ma io voglio lavorare, perché non dovrei? Mi posso muovere e voglio essere indipendente, senza dover dipendere dall’aiuto degli altri”.
“Chiedo alle aziende del Cuneese che abbiano cuore e di assumere una persona che vuole lavorare onestamente per vivere e andare avanti”. E aggiunge: “Vorrei anche che il messaggio arrivasse a Roma e che qualche ministro si metta la mano sulla coscienza. Per tutti i lavori ormai ci vogliono troppe qualifiche, ma solo chi le ha può lavorare? Mi auguro che con questo nuovo appello si sblocchi finalmente qualcosa”.