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Agricoltura | 07 maggio 2018, 09:37

Gli effetti delle tecniche di agricoltura conservativa

Alcuni dei principi su cui si basa l’agricoltura conservativa sono infatti il minimo disturbo del suolo con le lavorazioni

Gli effetti delle tecniche di agricoltura conservativa

L’agricoltura conservativa si conferma la gestione agronomica che consente di produrre riducendo allo stesso tempo le emissioni atmosferiche dei gas serra, con effetti benefici sulle dinamiche della sostanza organica e sulla fertilità della terra.

Alcuni dei principi su cui si basa l’agricoltura conservativa sono infatti il minimo disturbo del suolo con le lavorazioni, che riducono la stabilità degli aggregati e lo stock di sostanza organica, una copertura permanente del suolo stesso, il continuo apporto di sostanza organica che controlla la fertilità proteggendo chimicamente e fisicamente il suolo e le rotazioni per le colture annuali.

L’effetto delle tecniche conservative può variare a seconda di diversi fattori come il tempo (circa 10 anni), il tipo di suolo e l’intensità della lavorazione. Per esempio, la non lavorazione del suolo (semina su sodo) ne migliora la struttura, aumenta la stabilità degli aggregati, consentendo una maggiore protezione della sostanza organica, mantenendo «intrappolata» nello spazio poroso del suolo la Co2 risultante dai processi di mineralizzazione della sostanza organica stessa e favorendo l’incorporazione di carbonio negli strati più superficiali. La lavorazione minima aumenta carbonio non protetto o fisicamente protetto nello strato superficiale, con la possibilità di contrastare in modo più efficace i processi di degradazione del suolo e contribuendo così a una maggiore fertilità del terreno e a una migliore capacità produttiva.

L’agricoltura conservativa è una delle agro-scienze oggi più studiate e sviluppate del mondo e, nello specifico, un sistema di produzione sostenibile che include un insieme di pratiche agronomiche, funzionali alle esigenze di ciascun ecosistema. Quindi, tali tecniche di coltivazione e di gestione del suolo lo proteggono dai fenomeni di erosione e degradazione, migliorando le condizioni che favoriscono la biodiversità, nel rispetto delle risorse naturali (inclusa l’acqua e l’aria che respiriamo). Tra gli altri effetti, c’è il risparmio per la mancata operazione di aratura dei terreni, ma anche il vantaggio nel contrasto all’inquinamento delle falde, alla perdita di biodiversità o alle emissioni di Co2 (la Co2 immagazzinata nel terreno attraverso l’agricoltura conservativa può arrivare fino a 3 tonnellate per ettaro/anno).

INIZIATIVA FINANZIATA AI SENSI DEL PSR 2014-2020 DELLA REGIONE PIEMONTE – MISURA 1 – OPERAZIONE 1.2.1- AZIONE 1: ATTIVITA’ DIMOSTRATIVE E DI INFORMAZIONE IN CAMPO AGRICOLO

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