Lunedì mattina si è svolta davanti alla prefettura, a Cuneo, una protesta di 50 migranti ospitati al villaggio vacanze “C’era una volta” di Entracque. La prima domanda che un comune cittadino si pone, e forse la più ovvia, è “Ma a quali condizioni inumane ed umilianti sono sottoposti questi poveri migranti per mettere in atto una protesta simile?”.
La risposta è a dir poco incredibile! Prima di tutto, questi poveri richiedenti asilo sono costretti a vivere in un luogo sprovvisto di connessione wifi. Certo, nemmeno le nostre scuole, le nostre case ed i nostri luoghi pubblici sono spesso provviste di una connessione wifi, ma ovviamente, come direbbe la nostra amata “Presidentessa” della Camera Laura Boldrini, questo diritto va assolutamente garantito agli immigrati! Inoltre, come se già la prima motivazione non bastasse, questi malcapitati ospiti devono mangiare più giorni lo stesso menù, senza variazioni. Certo, probabilmente questo problema capita anche a moltissime famiglie italiane che non riescono ad arrivare alla fine del mese, ma pazienza.
A loro che sono scappati dalla guerra (Guinea, Mali, Nigeria, Senegal e Pakistan sono notoriamente paesi in guerra) e dalla fame è più che ovvio far assaggiare ai loro palati fini tutte le prelibatezze del nostro territorio! Un terzo motivo, ma non meno importante, è che è stata loro contingentata l’elettricità per alcune ore al mattino e alla sera! Una vergogna! Certo, questa elettricità serviva ad azionare apparati elettrici nelle camere espressamente vietati dalle regole della Prefettura, ma suvvia, dobbiamo essere accoglienti! E poco importa se la bolletta è lievitata fino a 5700€ (soldi che, in un modo o nell’altro, vengono presi dalle tasche degli italiani), ai poveri profughi non vanno posti limiti. Infine, cosa vergognosa, a questi richiedenti asilo vengono consegnati soltanto poco meno di 20 euro a settimana per le proprie spese.
Povere persone, nessuno vorrebbe vivere con vitto e alloggio totalmente gratuito e così pochi soldi per le proprie spese personali! Per arrotondare sono addirittura costretti a chiedere l’elemosina, a dir poco umiliante.
Bene, questo sarcasmo serve a sottolineare in che situazione tragicomica si trova il nostro paese, ed in particolar modo la nostra provincia, con i cittadini sempre più strozzati da crisi e tasse e costretti a mantenere una nuova casta di immigrati nullafacenti.
Inoltre a molti di questi “profughi” la richiesta di asilo è stata negata (evidentemente non tutta l’africa si trova in guerra), e ci si dovrebbe chiedere perché questi non siano già sulla via del rimpatrio.
Al cartello dei dimostranti che recitava “Siamo migranti o prigionieri?” noi rispondiamo “No, siete clandestini!”.
Movimento Giovani Padani - Cuneo













