/ Politica

Che tempo fa

Politica | 30 aprile 2016, 13:02

Laboratorio Democratico: “Il PD cuneese non ha altre strade che un Borgna bis”

La sinistra del partito non sembra entusiasta dell’opzione Manassero e sferza la segreteria cittadina affinchè elabori programmi e ricerchi alleanze e convergenze

Com’era facile immaginare, le vicende della Fondazione Crc e le prime mosse della senatrice Patrizia Manassero per posizionarsi in vista delle amministrative del capoluogo del prossimo anno, hanno riacceso il dibattito nel Partito Democratico cuneese.

Il “Laboratorio Democratico”, il gruppo che riunisce la sinistra, l’ala anti-renziana del partito, prende spunto dagli ultimi eventi per rintuzzare la segreteria cittadina guidata da Graziano Lingua, dopo la defenestrazione di Gerardo Pintus.

“Più volte – affermano in un comunicato gli esponenti del Laboratorio - abbiamo sollecitato il PD cuneese a liberarsi dal malefico incantesimo che lo paralizza, a passare all'azione in vista delle prossime elezioni comunali. Il PD resta per ora, una forza in estrema difficoltà, con pochi iscritti e militanti, chiusa nella sua sede, incapace di diventare protagonista e prima attrice della scena politica cittadina come invece potrebbe. Vive una crisi che più in generale è quelle del partito nazionale di Renzi che ha perso la capacità di essere protagonista sui territori”.

Ma le considerazioni più interessanti – al di là di quelle che afferiscono alla politica nazionale - riguardano le vicende interne al centrosinistra cuneese, il cui dibattito è destinato ad infiammarsi nei prossimi mesi.

Intorno al sindaco Borgna, Presidente della Provincia sostenuto dal PD in un quadro di alleanze provinciali e regionali – afferma Giancarlo Boselli,  che del Laboratorio Democratico è uno degli esponenti di punta - c'è il grosso di un centrosinistra non PD, unito a forze civiche di centro e moderate. Il PD, a Cuneo per ora (non sappiamo quanto vale in termini percentuali di voto amministrativo) è solo. Se non si unisce all'attuale centrosinistra che governa la città (di cui in passato è stato protagonista e parte fondamentale) o cede alla tentazione di condizionare la sua partecipazione alla coalizione alla necessità  di poter esprimere il candidato sindaco, rischia di rimanere isolato. Oppure di aggregare solo ciò che sta alla sua sinistra. Sempre ammesso – aggiunge - che quell'area accetti il candidato o la candidata del PD, un partito che ormai fa fatica ad unire a sinistra. Quindi resta sul campo l'opzione più  concreta e gradualista che abbiamo avanzato alcune settimane fa. Un accordo con l'attuale maggioranza per un Borgna bis che veda il PD tornare protagonista di rilievo del governo di Cuneo e forza viva nella città ridiventando come un tempo attivo con i suoi militanti e simpatizzanti nei quartieri e nelle frazioni”.

Precisa la stilettata che arriva all’indirizzo della Manassero, il cui nome per la guida del municipio del capoluogo non sembra entusiasmare Boselli e la sinistra del partito.

“Rivendicare una candidatura PD in nome del peso che il partito ha sulla scena nazionale (ammesso che alla fine dell'anno lo abbia ancora), capace di sostituirsi a Borgna senza rompere la ormai storica unione delle forze  che lo sostengono – è scritto nel comunicato - non sembra realistica. Forse potrà esserlo col tempo. Oggi  sarebbe semmai una  manovra  degna di Ivan il matto (nel celebre film “Caccia a Ottobre Rosso” il sommergibile si fa inseguire per passare con un’ abile mossa da inseguito a inseguitore e quindi da dominato a dominante). Ma nella realtà non funziona così”.

I referenti del Laboratorio Democratico si dicono convinti che per guadagnare la leadership di una grande coalizione in città non bastino una donna (ogni riferimento alla senatrice pare assolutamente voluto) o un uomo per quanto audaci. E arriva anche l’affondo alla segreteria cittadina, accusata, senza troppi eufemismi, di ignavia .

“Il PD deve prima diventare nei fatti forza leader del centro sinistra. Nei numeri, con una presenza forte e radicata nella città e nelle idee, proponendo progetti  per Cuneo. Ma così per ora non è. E non pare sia possibile fare in sei mesi – osservano polemicamente - ciò che non si è fatto in 4 anni”.

G.T.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium