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Attualità | 12 novembre 2015, 19:21

Enrico Costa chiede "più welfare, meno burocrazia e giustizia veloce" alla convention di Donne Impresa Confartigianato

L'incontro si è tenuto a Roma nella giornata di oggi (12 novembre)

Enrico Costa chiede "più welfare, meno burocrazia e giustizia veloce" alla convention di Donne Impresa Confartigianato

«La tutela dell’imprenditorialità femminile in Italia e, più in generale, delle piccole e medie imprese passa anche dal contenimento dei tempi dei processi».

È quanto ha affermato il Viceministro della Giustizia, Enrico Costa, intervenendo a Roma alla Convention di Donne Impresa Confartigianato, che rappresenta le 359.500 imprenditrici artigiane attive in Italia, invitato dalla presidente del Gruppo Donne impresa di Confartigianato Piemonte, la racconigese Daniela Biolatto, e dal presidente di Confartigianato Cuneo, Domenico Massimino.

«L’attività imprenditoriale delle donne - ha detto Costa - costituisce una presenza importante, in termini di innovazione, occupazione ed eccellenza, nell’ampio panorama delle piccole e medie imprese italiane. È fondamentale difendere e sostenere l’imprenditoria femminile, che è una ricchezza per il nostro Paese e che, nonostante ciò, incontra ancora troppi ostacoli e limitazioni. Alle imprenditrici artigiane dobbiamo dare risposte: in termini, certamente, di politiche di welfare che consentano di conciliare sempre meglio lavoro e famiglia. Ma penso anche – e ciò è vero e importante per tutto il settore delle PMI – all’urgenza di snellire le procedure burocratiche, come anche di rendere più efficiente il nostro sistema giustizia velocizzando i tempi dei contenziosi. È infatti evidente che le lungaggini della giustizia colpiscono maggiormente le imprese più piccole, che hanno meno strumenti per attendere e sostenere il peso e i costi di processi lunghi.»

«A rischio - ha concluso il Viceministro - c’è la sopravvivenza di tante attività imprenditoriali, c’è l’occupazione e l’indotto che ruota attorno ad esse, c’è la credibilità stessa del nostro Paese e la fiducia di chi in Italia vorrebbe investire».

c.s.

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