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Politica | 18 aprile 2014, 07:36

L’addio di Claudio Sacchetto alla Lega Nord: “Mister preferenze” correrà per l’NDC-UDC

La sua presenza avrebbe non soltanto fatto ombra a “Donna Gancia”, ma ne avrebbe messo addirittura in forse il posto al sole che la Lega aveva deciso di donare alla signora Calderoli

Cambia colore la casacca verde sulle spalle di Claudio Sacchetto

Cambia colore la casacca verde sulle spalle di Claudio Sacchetto

Annunciato (da tempo) e smentito a più riprese e con immediatezza (quantomeno sospetta), ecco che arriva – camuffato da sorpresa pasquale – il divorzio (non consensuale) di Claudio Sacchetto dalla Lega Nord.

Sono il leghista più votato, ma il Governatore Roberto Cota e la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia mi boicottano. Avevano deciso che lui doveva andare in Europa e lei in regione. E io ero un ostacolo” aveva dichiarato giorni fa ad un autorevole quotidiano confermando quanto in giro si andava dicendo da tempo. E cioè che la presenza in lista di “Mister preferenze” (furono 12mila alle Regionali di 4 anni fa) avrebbe non soltanto fatto ombra a “Donna Gancia”, ma ne avrebbe messo addirittura in forse il posto al sole che la Lega – dopo la “rimborsopoli” regionale data in caduta di consensi - aveva deciso di donare alla signora Calderoli. Dunque meglio lasciarlo a casa, camuffando la decisione con la volontà di non ricandidare i consiglieri regionali uscenti.

Un fulmine, in attesa del temporale di ieri, giunto in redazione sotto forma di un comunicato stampa che annuncia che Claudio Sacchetto, univocamente apprezzato Assessore Regionale all’Agricoltura uscente, ha aderito al progetto del PPE portando il suo impegno per la Regione Piemonte nella lista cuneese del Nuovo Centro Destra-Unione di Centro che si presenterà agli elettori alle elezioni del 25 maggio prossimo, con candidato presidente Enrico Costa.

“L’impegno amministrativo di questi anni mi ha arricchito dal punto di vista umano e dell’esperienza legata al territorio e voglio mettere questo patrimonio a disposizione di un progetto politico che riporti anche in Italia la tradizione popolare del centrodestra di matrice cattolica, liberale e moderata nel solco di una storia che ha permesso ai popoli europei di crescere culturalmente, socialmente ed economicamente dal secondo dopoguerra ad oggi” dichiara Sacchetto.

Che poi motiva la sua folgorazione sulla via di Damasco con la proposta politica di quella che è la sua nuova casa rivolta al contenimento della spesa pubblica e della pressione fiscale, al mantenimento di uno stato sociale compatibile con l’economia di mercato e ad una politica che ponga il tema della rivendicazione dei diritti come naturale conseguenza dell’adempimento dei doveri, si pone all’attenzione dei cittadini come novità rispetto al quadro politico emerso negli ultimi 20 anni nel nostro Paese”.

Una folgorazione che “non è incompatibile con il mio percorso culturale che da sempre si rifà ai valori della tradizione popolare, ed anzi acquisisce elementi di naturale adesione che va a ricollegare la modernità di un pensiero politico proiettato nel futuro con tradizioni più antiche che molto hanno rappresentato nella storia del Piemonte e del Paese.

Mi lancio in questa avventura con entusiasmo e metto da parte le polemiche che si sono susseguite in questi giorni, in quanto troppo è già stato detto e la verità sulla vicenda è già emersa in tutta la sua contraddizione. Ma il ruolo della vittima non mi si addice, vorrei fare tesoro di tale vicenda e lasciarla alle spalle.

Valori quali il buonsenso, la correttezza e l’onestà mi hanno consigliato nella scelta che ho compiuto, ringrazio l’NCD-UCD piemontese e cuneese per l’opportunità datami”.

Gongola, ovviamente, Enrico Costa, delfino di Angelino Alfano: "Ho accolto con grande piacere la notizia della scelta di Sacchetto. Con lui al fianco in provincia di Cuneo il Nuovo Centrodestra e l'Udc si confermano forze politiche capaci di aggregare le forze migliori e più attive del panorama politico".

S.O.

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