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Attualità | 01 agosto 2013, 07:59

Sono già 50 coloro che si dicono favorevoli alla fusione con Pagno e Castellar e chiedono al sindaco di Brondello di “essere interpellati”

“Ma altre firme presto arriveranno, non si preoccupi, e presto raggiungeremo le sessanta unità”. Il primo cittadino aveva detto: “Conosco i miei concittadini meglio di chiunque altro: in paese non c’è uno, uno soltanto favorevole alla fusione”

Gia sessanta firme in calce alla petizione comparsa nei giorni scorsi dal panettiere di brondello

Gia sessanta firme in calce alla petizione comparsa nei giorni scorsi dal panettiere di brondello

Sono già cinquanta le firme in calce a quella sorta di petizione apparsa nei giorni scorsi nella locale panetteria con la quale alcuni cittadini di Brondello “Viste le recenti notizie date dai giornali locali riguardo la fusione dei paesi Pagno, Brondello e Castellar in un unico Comune, e dato il fatto che Brondello non sembra interessato all’argomento, convinti che la fusione sia positiva per i nostri paesi” hanno sfidato apertamente il sindaco Dora Perotto e chiesto ufficialmente “di essere interpellati con un sondaggio sulla fusione e che l’argomento venga discusso in Consiglio Comunale”.

Tante, in un paese di circa 300 anime appena. Tantissime in un paese il cui primo cittadino avrebbe di recente detto “Conosco i miei concittadini meglio di chiunque altro: in paese non c’è uno, uno soltanto favorevole alla fusione con Pagno e Castellar”.

Di quei 50 invece – ci dicono in paese con malcelato orgoglio per essere riusciti per la prima volta a sfidare l’opinione della first lady locale - 48 sono dei ‘nostri’ (di Brondello: ndr), due di Pagno. Ma altre firme presto arriveranno, non si preoccupi, e presto raggiungeremo le sessanta unità. Forse le supereremo addirittura”. Regna l’ottimismo qui, nell’ultimo paese della Valle, quello che fa da confine con la vicinissima Valle Varaita. C’è chi si spende in opera di proselitismo. E quando riportiamo le parole che avrebbe pronunciato donna Perotto, l’interlocutrice sorride. Quando le diciamo che il sindaco ha detto anche che di questa raccolta firme parlerà in occasione della Festa dell’Assunta e che quindi basterà aspettare, lei sorride ancora.

Qui la storia della fusione con Pagno e Castellar – i due comuni i cui Consigli hanno già dato alla Giunta di “sentire” la gente – sta facendo breccia. E rischia davvero di guastare gli ultimi 6 mesi da tranquillo primo cittadino di Dora Perotto. Perché anche a Brondello, come del resto in tutte le democrazie del Mondo, i numeri contano. E contano parecchio.

Perché qui l’articolo 11 dello Statuto – stranamente non presente nell’apposito spazio a lui dedicato dall’Albo Pretorio online – recita testualmente che “qualora un numero di elettori del comune non inferiore a 50 avanzi al sindaco proposte per l’adozione di atti amministrativi di competenza dell’ente e tali proposte siano sufficientemente dettagliate in modo da non lasciare dubbi sulla natura dell’atto e il suo contenuto dispositivo, il sindaco, ottenuto il parere dei responsabili dei servizi interessati e del segretario comunale, trasmette la proposta unitamente ai pareri all’organo competente e ai gruppi presenti in consiglio comunale entro 30 giorni dal ricevimento”. E che “l’organo competente può sentire i proponenti e deve adottare le sue determinazioni in  via formale entro 30 giorni dal ricevimento della proposta. Le determinazioni di cui al comma precedente sono pubblicate negli appositi spazi e  sono comunicate formalmente ai primi tre firmatari della proposta”.

Così, tanto per dire. Qualora a qualcuno venisse in mente di sottovalutare la petizione in atto.

E se invece che 60 ci si fermasse alla cifra attuale, ed a qualcuno venisse in mente di nascondersi dietro al nome di quei due cittadini della vicina Pagno, l’articolo 12 dello stesso Statuto sostiene che “chiunque, in forma personale o associata, anche se non residente nel territorio comunale, può rivolgersi agli organi dell’amministrazione per sollecitare l’intervento su questioni di interesse comune o per esporre esigenze di natura collettiva. La raccolta di adesioni può avvenire senza formalità di sorta in calce al testo comprendente le richieste che sono rivolte all’amministrazione. La petizione è inoltrata al Sindaco il quale, entro quindici giorni, la assegna al soggetto competente. Il contenuto della decisione del soggetto competente, unitamente al testo della petizione, è pubblicato mediante affissione all’albo pretorio”.

L’impressione è comunque quella che qui, le sorprese – come il clamore - non siano che all’inizio.

R.T.

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