Andare a Santiago è, da sempre, una meta, una ricerca spirituale, una sfida per e con se stessi.
Se a compiere il viaggio è un ragazzo con disabilità l’impresa si rivela ancora più impegnativa e densa di significati in quanto maturata dopo sacrifici, riabilitazione, allenamenti e pianificazione dei percorsi da seguire. E’ quanto si appresta a compiere Fabrizio Bellino di Manta.
Incontriamo Fabrizio per farci spiegare il suo programma. A colpirci la solarità del suo sguardo mentre ci parla di sua moglie e delle sue bambine (11 e 2 anni): parole cariche d’amore come solo un marito e un papà affettuoso sa pronunciare.
Ci racconta poi di essere stato colpito da un ictus all’età di 35 anni (attualmente ne ha 41) che gli ha causato un’emiparesi destra, di non essersi mai lasciato abbattere, di aver affrontato la riabilitazione, con atteggiamento positivo e, con orgoglio, afferma “Riesco a legarmi le scarpe con una mano sola”.
“ Nel mio percorso riabilitativo mi sono imbattuto in Paul Pritchard, alpinista professionista attualmente emiparetico come me. Lui mi ha dato l’ispirazione per questo viaggio. Inoltre, tre anni fa, sono stato a Santiago in vacanza con la mia famiglia e lì ho maturato la voglia di questa sfida e ho capito quale poteva essere il mezzo adatto all’impresa. Fra i pellegrini c’era infatti un gruppo di ciclisti svizzeri e, fra essi, uno su un trike (bicicletta reclinata).”
Tornato a casa ha iniziato a “lavorare” al suo sogno facendo realizzare un trike largo circa 70 cm e lungo 2 metri, adatto alle sue disabilità, da un esperto di Carmagnola e ha iniziato a pedalare.
Si sta allenando per questa impresa da circa un anno percorrendo 30/40 Km al giorno seguito dal preparatore atletico di Alex Zanardi: il saluzzese Francesco Chiappero.
Luogo di partenza per il viaggio: Manta. Lunghezza del percorso: circa 1900 Km.
“Motivazione principale” ci dice” quella di comunicare che una disabilità non può fermare una persona, né mettere limiti ai sogni o ai progetti che intende realizzare.”
Partendo da Manta, Fabrizio raggiungerà la Francia e la attraverserà con al seguito un camper per dormire la notte e rifocillarsi dopo le pedalate “Perché” ci spiega “ in Francia non esistono percorsi tracciati e adatti a disabili che raggiungano Roncisvalle. Mi seguiranno con il mezzo un paio di amici e mio suocero, con turni di circa una settimana a testa”. Da Roncisvalle proseguirò da solo.”
19 saranno le tappe in territorio francese: dopo Vinadio raggiungerà infatti Larche, Barcelonette, Tallard, Sisteron, Manosque, Saint Remy de Provence, Sommieres, Mèze, Saint Nazaire d’Aude, Carcassonne, Saverdun, Cazeres, Montrejeau, Lourdes, Agnos, Saint Jean Pied de Port, e Roncisvalle.
In territorio spagnolo il percorso stabilito è costellato di strutture attrezzate per disabili pertanto Fabrizio proseguirà il viaggio in modo autonomo percorrendo 16 tappe: Pamplona, Logrono, Santo Domingo de la Calzada, Burgos, Osorno La Major, Sahagùn, Lon, Astorga, Manzanal del Puerto, Ponferrada, Salas de la Ribera, A Ruà, Monforte de Lamos,, Chantada, Lalin, e infine Santiago de Compostela.
“Sono consapevole che non sarà una passeggiata, sia fisicamente sia psicologicamente, ma sono altrettanto convinto che la determinazione mi porterà alla meta.”
Fabrizio conta di partire il 30 agosto e di raggiungere Santiago in poco più di 30 giorni. Considerata l’organizzazione impegnativa e onerosa del viaggio, rivolge, dalle pagine di questo giornale, un appello a chiunque volesse sostenere il progetto con un aiuto economico o una sponsorizzazione contattandolo telefonicamente al n. 348/7066397 o sulla sua pagina facebook .
Si congeda con Santiago negli occhi e nel cuore e un messaggio implicito: nella vita bisogna provarci, la volontà di una persona è superiore a problemi fisici e le mete più belle e irraggiungibili si possono conquistare solamente volando alto
Per ulteriori informazioni consultare anche la pagina web www.fabriziobellino.altervista.org













