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| 13 aprile 2011, 08:12

Tra lavoro e vacanza ecco gli irriducibili del campeggio di Cuneo

Sono sempre più i cuneesi che dalla primavera e fino a fine settembre "stazionano" stabilmente nela struttura comunale: aria fresca, più pulita e, talvolta, nascono anche gli amori

Tra lavoro e vacanza ecco gli irriducibili del campeggio di Cuneo

E' una delle peculiarità di Cuneo, imprescindibile. Il campeggio municipale Bisalta. E' un' area molto bene attrezzata, alle porte del capoluogo, che ogni estate fa il tutto esaurito. Di cuneesi. Non essendo un'indigena, ho faticato non poco a comprendere come ciò fosse possibile. Il meccanismo è questo. Quando arriva la bella stagione, tanti abitanti di Cuneo lasciano le loro case in città, e si trasferiscono con le famiglie al completo al campeggio. Lì sono solitamente (bene) sistemati in roulottes stanziali, con patio o veranda, in molti casi anche con il giardinetto, e vivono una strana vita ibrida tra il campeggiatore e il cittadino.

Sì, perché non sono in vacanza, ma ogni mattina si alzano, si vestono e vanno a lavorare. Possono passare a casa per fare una lavatrice. Per poi tornare alla sera, al campeggio, e trasformarsi. Pantaloncini e ciabatte, una partita a tennis, due vasche in piscina, una partitella nel bel campetto di calcio, un fantastico barbecue con i vicini...

Bisogna proprio parlarci personalmente con un campeggiatore del Bisalta, per vedere come il viso gli si illumina quando racconta delle bellissime cose che si vivono lì. Sono entusiasti. Contano quasi i secondi quando si avvicina il fatidico momento del trasferimento. A sentire loro la temperatura è completamente diversa, fa molto più fresco, aria “mooolto” più pulita, e il tutto a tre chilometri circa dal centro di Cuneo. E poi si conoscono tutti, i bambini possono scorazzare per il campeggio senza alcune pericolo, regna un clima di grande rilassatezza.

Le persone sono perlopiù sempre le stesse, si creano spesso grandi amicizie, negli anni i figli crescono insieme, anzi può anche capitare che si fidanzino e arrivino fino al matrimonio, per poi ricominciare da capo lo stesso giro. Ma come tutte le cose belle, non è per sempre. Arriva un giorno di fine settembre,  e vedi la faccia del tuo collega diventare tristissima: è ora di sbaraccare e chiudere la roulotte, si lascia il campeggio. Qual 'è il dramma ? Quasi tutti si incontreranno infinite volte durante l'anno passeggiando sotto i portici.  E penso anche a quelli che da vicini di roulotte tornano semplicemente ad essere vicini di pianerottolo.

Però alla fine il bello della faccenda è questa. I miei genitori, non molto tempo fa, mi hanno annunciato entusiasti di aver comprato una villetta a schiera in campagna, per respirare aria buona e fresca, e poter passare così i periodi estivi in completo relax e fuori dal caos e dall'afosità di Torino. Dove l'hanno trovata ? Sì, proprio di fianco al  campeggio Bisalta. Che a quanto pare è un polo di attrazione vacanziera dalle potenzialità enormi.    

Monica Bruna

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